Il blitz chirurgico con cui le forze speciali statunitensi hanno prelevato Nicolás Maduro dal cuore di Caracas non ha segnato solo la fine di un’epoca per il socialismo bolivariano. Se l'operazione "Absolute Resolve" è stata portata a termine con la precisione della Delta Force, la sua narrazione è stata affidata alla potenza d'urto dei social media già da Donald Trump, che ha scelto il suo social "Truth" per comunicare con il mondo: non certo un caso ma un approccio diverso alla comunicazione istituzionale, che non è certo una novità per il tycoon. Sui social, il "caso Venezuela" è stato istantaneamente trasformato in un formidabile strumento di propaganda e di consenso attraverso i meme.
La politica estera del secondo mandato di Donald Trump si muove su binari diversi, dove l'immagine conta quanto l'azione militare. I meme che circolano con insistenza su X e Truth Social non sono semplici scherzi digitali, ma rappresentano la declinazione popolare di quella "dottrina Monroe" che Washington sta applicando senza sconti, ribattezzata da Trump "dottrina Donroe". L'accostamento tra l'autorità muscolare del tycoon e la caduta del leader chavista viene celebrato dalla base repubblicana come il ritorno della legge e dell'ordine in un emisfero considerato per troppo tempo il "cortile di casa" fuori controllo. In questo contesto, l’ironia diventa un’arma di deterrenza: ridicolizzare l’avversario catturato significa neutralizzarne definitivamente l'aura popolare
"A stronzo sei contento che m'hai fatto pure carcerà? a'nfame! a'nfamone! m'hai fatto carcerà, a'nfamone", viene fatto dire a Nicolás Maduro in un video creato con l'intelligenza artificiale a partire dalla storica foto del leader tra i due militari del Dea. Ci sono poi i video, sempre fatti con l'intelligenza artificiale, in cui il tycoon si traveste con capelli e neri e baffi e si proclama nuovo presidente del Venezuela con tanto di slogan: "Make Venezuela mucho grande again". Oppure un altro video, artefatto, in cui Trump si avvicina a Maduro appena sbarcato sulla portaerei americana e gli infila il cappello "Make America great again" affermando: "Ti avevo detto che stavo venendo a prenderti". Quindi, uno dei più condivisi, in cui Maduro è alla consolle tra i barili di petrolio, vestito con l'ormai iconica tuta della Nike grigia diventatwa indumento must have, mentre Trump balla sulle note di una canzone che suona "Make Oil great again".
In un mondo dove un post può pesare quanto una sanzione economica, il caso Venezuela dimostra che il controllo del racconto è parte integrante del successo militare. La diplomazia dei meme ha vinto: il mondo non ha solo visto Maduro cadere, ha riso della sua caduta, rendendo la sconfitta del regime ancora più totale e irreversibile.