Le critiche e l’indignazione (anche da parte dei repubblicani) scatenate dal video su Barack e Michelle Obama non fanno arretrare di un passo Donald Trump. «Non ho commesso nessun errore», dice il presidente Usa ai giornalisti, rifiutando di scusarsi per il filmato condiviso sul suo account Truth che raffigurava l’ex inquilino della Casa Bianca e l’ex first lady come scimmie. «Ho guardato solo la prima parte... non ho visto tutto il video», continua, precisando di averlo «dato» al suo staff perché lo pubblicasse e neanche loro avevano visto la clip per intero.
Ma alla domanda se condanna le immagini razziste risponde: «Certo che sì». Il video, caricato giovedì sera in mezzo a una raffica di altri post, promuoveva le teorie complottiste sulla sconfitta elettorale di Trump contro Joe Biden nel 2020, e verso la fine, mostrava i volti del primo presidente e della prima first lady afroamericani nella storia degli Stati Uniti su corpi di scimmie, appunto.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha inizialmente minimizzato la questione parlando di «finta indignazione», poi un funzionario ha aggiustato il tiro spiegando che «un membro dello staff ha pubblicato il post per errore ed è stato rimosso».
L’ex vice presidente Kamala Harris, tuttavia, critica il dietrofront, sottolineando che «nessuno crede a questa copertura da parte di Pennsylvania Avenue, soprattutto perché inizialmente hanno difeso il post. Sappiamo tutti benissimo chi è Trump e in cosa crede». Anche il leader della minoranza dem alla Camera, Hakeem Jeffries, attacca duramente The Donald, mandandolo a quel paese: «Questo video disgustoso è stato pubblicato dal cosiddetto presidente intenzionalmente», afferma definendo il suo comportamento «vile, razzista e maligno» e parlando del comandante in capo come di «un individuo squilibrato e spregevole». E l’indignazione arriva pure da numerosi membri del partito repubblicano. Uno dei primi a condannare pubblicamente la clip è stato Tim Scott, l’unico senatore repubblicano nero (e stretto alleato del presidente) che ha subito bollato il video come «la cosa più razzista che abbia mai visto provenire da questa Casa Bianca». Secondo fonti di Cbs News, Trump ha chiamato personalmente Scott, ribadendo la teoria che la ripubblicazione è stata un errore di un membro del suo staff e l’avrebbe rimossa. Mentre un altro membro del Gop, Roger Wicker, definisce il post «totalmente inaccettabile».
Intanto, Trump fa entrare la politica a gamba tesa anche al Super Bowl, la finalissima di football americano in programma questa sera (la notte italiana), considerata una grande festa nazionale che solitamente unisce il paese. Il presidente non andrà alla partita tra i Seahawks e i Patriots al Levi Stadium di Santa Clara, in California, limitandosi a dire che «è semplicemente troppo lontano». Anche se in realtà critica la scelta del rapper portoricano Bad Bunny per lo spettacolo dell’half time e la partecipazione de gruppo punk rock dei Green Day, entrambi critici della sua agenda Maga. «Sono contrario, penso che sia una scelta terribile.
Non fa altro che seminare odio.
Terribile», spiega, spiegando che seguirà la finale da Mar-a-Lago, ma si staccherà dalla diretta su Nbc durante l’intervallo per seguire in streaming un mini-concerto di Kid Rock, il cantante conservatore proposto dall’organizzazione di Charlie Kirk Turning Point Usa.