Qatargate

Anche l'Italia ha collaborato alle indagini sul Qatargate

Smentita dagli stessi servizi segreti l'indiscrezione secondo cui il Belgio non avrebbe chiesto aiuto all'intelligence italiana, nonostante il coinvolgimento di diversi nostri concittadini nell'inchiesta

Anche l'Italia ha collaborato alle indagini sul Qatargate

Alle indagini che stanno portando all'accertamento di presunti casi di corruzione tra i parlamentari europei, hanno partecipato anche gli 007 italiani. A dirlo nelle scorse ore sono state fonti dell'intelligence di Roma. Una precisazione alle notizie trapelate nelle scorse ore, secondo cui invece gli investigatori belgi avrebbero chiesto manforte alle forze di sicurezza di diversi Paesi europei, ma non a quelle italiane.

La partecipazione di Roma all'inchiesta

A chiarire meglio la posizione dell'intelligence italiana sono state per l'appunto fonti dei nostri servizi segreti. Fonti che hanno diramato alcune note, raccolte poi dalle agenzie, in cui si dice, senza molti giri di parole, che le notizie apparse nelle scorse ore sono false.

Il riferimento è alle indiscrezioni, arrivate dal Belgio e raccolte da alcuni organi di stampa, della mancata partecipazione italiana alle indagini. Come fatto notare dal Corriere della Sera, una notizia del genere era destinata a suscitare quantomeno non poca perplessità.

Da subito Bruxelles, informata su presunti casi di corruzione all'interno del parlamento europeo da un'informativa giunta dagli Emirati Arabi Uniti, è stata a conoscenza della presenza di alcuni cittadini italiani nelle operazioni incriminate. Anzi, i nomi più di spicco sono cittadini del nostro Paese.

Da Antonio Panzeri, ex eurodeputato prima del Pd e poi passato ad Articolo1 (da cui è stato sospeso), a Francesco Giorgi, compagno della vice presidente dell'europarlamento Eva Kaili, anche lei arrestata. Eppure, secondo la ricostruzione apparsa nelle scorse ore, gli investigatori belgi non avrebbero chiesto alcun aiuto ai servizi italiani. Mentre, allo stesso tempo, hanno collaborato con almeno altre cinque agenzie di intelligence di altrettanti Paesi europei.

“Tra i servizi europei che hanno collaborato alla fase di intelligence nell'indagine sul cosiddetto 'Qatargate' – si legge in una nota diffusa da fonti dei servizi – ci sono anche le agenzie italiane Aise ed Aisi, per i rispettivi ambiti di competenza”.

Il contributo italiano all'indagine

Sembra quindi confermato che un filone importante dell'inchiesta sia passato per l'Italia. E con le indagini che nel frattempo stanno andando avanti, non è escluso che altri accertamenti nel nostro Paese siano ancora in corso.

Al vaglio possibili nuovi nomi coinvolti nello scandalo delle tangenti pagate da Qatar e Marocco ad alcuni esponenti politici europei. Secondo i media greci ad esempio, potrebbero essere ben 60 gli eurodeputati su cui si stanno valutando eventuali procedimenti. Nei corridoi diplomatici, tra le altre cose, il forte sospetto è che l'inchiesta possa spostarsi ben presto dal parlamento europeo ad altre istituzioni comunitarie. Il Qatargate quindi potrebbe continuare a far tremare il cuore del potere europeo.

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