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Il clan di Hannoun elogia la Consulta. Minacce al Giornale: "Siete dei nazisti"

Dopo che la Cassazione ha accolto i ricorsi della difesa, le intimidazioni

Il clan di Hannoun elogia la Consulta. Minacce al Giornale: "Siete dei nazisti"
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La Cassazione si è pronunciata e ha accolto i ricorsi degli avvocati difensori di Mohammad Hannoun e gli altri tre soggetti oggi in carcere di massima sicurezza con l’accusa di terrorismo. A minacciare il nostro lavoro è stato uno degli appartenenti al giro di Hannoun, Amir Abdaljawwad (foto sotto). Non si tratta certo di un profilo qualsiasi, essendo stato scelto come rappresentante dell’associazione «La Palma», nata con lo scopo di aggirare le chiusure dei conti conseguenti alle sanzioni del dipartimento del Tesoro americano.

In una storia, taggandoci appositamente, ha scritto: «Spero proprio di vedere la tua espressione e quella dei tuoi amici nazisti, dopo che tutte le vostre prove sono state scartate. Ti suggerisco un modo per trarre vantaggio da questi e dalle pagine dei vostri giornali: potrebbero essere utili per pulirsi il cu$$$o». E allega il post in cui l’Api (l’associazione di Hannoun) spiega quanto sia stato per loro positivo il parere della Consulta. Ma certo tutto ciò non ci fermerà, andremo avanti nello scoperchiare chi sono gli uomini legati al fondamentalismo e al terrorismo islamico in Italia, quelli che usano la beneficenza per finanziare i criminali delle Brigate Al-Qassam, che si fanno fotografare con mitra e armi, che hanno incontrato e condiviso momenti con Khaled Meshal o Ismail Haniyeh, due sanguinari terroristi. E a ribadire la fermezza degli intenti è il direttore Tommaso Cerno: «Essere attaccati da loro è un motivo in più per continuare nel nostro percorso. Forse chi appartiene ad Hamas lo ha dimenticato, ma in Italia esistono la democrazia e la libertà di stampa. Siamo davanti a dei violenti coperti dalla sinistra pro Iran, e per questo porteremo avanti la nostra battaglia contro terroristi, islamisti e anarchici. Non ci facciamo intimidire da minacce o ritorsioni».

Un episodio che ha suscitato forte indignazione nel mondo della politica. A intervenire la deputata di Fratelli d'Italia, Sara Kelany, che da anni segue il caso di Hannoun: «In attesa di conoscere le motivazioni di questa sentenza, preoccupano le conseguenze della scarcerazione di questi personaggi per la sicurezza nazionale, visti gli atteggiamenti estremisti e i legami evidenti con il terrorismo di matrice islamista. Dopo la sentenza sono già arrivate le prime minacce al quotidiano Il Giornale che ha sempre seguito con attenzione questa vicenda: solidarietà al direttore Cerno e alla giornalista Sorrentino, oggetto degli insulti di un attivista vicino ad Hannoun». A ricordare i legami che Hannoun ha avuto con la sinistra italiana, in particolare con il Movimento 5 Stelle, è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «I pericolosi fiancheggiatori di Hamas sono tornati alla riscossa questa volta minacciando i giornalisti e la libertà d'informazione. Chi si fa foto con questi soggetti, come molti esponenti della sinistra, è complice di questo odio cieco. Solidarietà alla redazione de Il Giornale».

A rincarare la dose, nell’esprimerci forte vicinanza, è Federico Mollicone, deputato di FdI e presidente della commissione Cultura della Camera: «Mentre la sinistra continua a tacere in modo complice, dopo che ha invitato soggetti filo-Hamas e filo-Iran a convegni alla Camera, noi continueremo a lavorare per squarciare il velo di ipocrisia e i numerosi coni d'ombra che avvolgono le attività di Hannoun, dai flussi finanziari sospetti alle sue posizioni apertamente antisemite».

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