Ancora bagarre al Parlamento europeo sui temi dell’identità di genere e dei diritti dei minori. A sollevare il caso è stato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr Paolo Inselvini, che ha acceso i riflettori su un evento organizzato da Renew, in programma domani 4 giugno all'interno dell'Eurocamera e dedicato ai diritti dei bambini Lgbt.
“Al peggio purtroppo non c’è mai fine", il j'accuse di Inselvini in un video pubblicato sui social: "Guardate questa locandina nella quale si parla dei diritti dei bambini Lgbt, nella quale si parla dell’autodeterminazione sessuale dei bambini, nella quale si parla di come evidentemente i bambini possono scegliere di cambiare sesso, magari quando hanno quattro, cinque, sei, dieci anni". Il giudizio dell'esponente di FdI è tranchant: "Ecco, questo è uno schifo e io in questo momento mi sto vergognando di condividere il Parlamento e questa aula con qualcuno che porta avanti questa ideologia contro i diritti dei bambini. E’ una vergogna, anche perché qui si parla evidentemente di un’etichetta riguardo presunti gusti sessuali dei bambini. Si parla di bambini che sarebbero nel corpo sbagliato".
Inselvini ha rimarcato che è assurdo parlare di "gusti sessuali dei bambini", invitando colleghi e seguaci a reagire: "Credo che di fronte a tutto questo dovremo sollevarci, dovremmo indignarci, dovremmo avere il coraggio di alzare la voce e di dire la verità perché i bambini vanno lasciati stare. I bambini devono essere liberi di crescere in pace, liberi di crescere nella loro purezza, liberi di crescere e poi avere la loro vita. E invece qualcuno si mette in mezzo e vuole cercare di imporre un'ideologia, di modificare la mente a bambini che devono essere lasciati liberi, essere lasciati in pace". La strada è tracciata: "Io e la mia delegazione abbiamo lanciato un'interrogazione alla Commissione europea che pare aver finanziato questo ignobile evento e abbiamo scritto una lettera indirizzata alla presidente Metsola, abbiamo chiesto e stiamo chiedendo le firme ai nostri colleghi Deputati: vedremo quanti sono d'accordo con noi nel difendere i bambini. Perché non possiamo permettere che questa aula - che dovrebbe difendere le libertà di ogni cittadino - possa ospitare una conferenza come questa. Qua non si parla di libertà d'espressione perchè quando si mettono in mezzo i bambini stiamo davvero superando ogni tipo di limite e io non ci sto assolutamente”.
Parole che sintetizzano la posizione della delegazione di FdI a Bruxelles, da tempo critica verso le iniziative che rischiano di introdurre nelle scuole e nelle istituzioni europee una visione ideologica delle questioni legate all’identità di genere. La vicenda si inserisce in un confronto sempre più acceso tra le forze conservatrici europee e i gruppi progressisti sui temi dell’educazione affettiva, dell’identità di genere e della tutela dei minori. Da una parte chi rivendica il riconoscimento dei diritti delle persone Lgbt fin dall’età più giovane, dall’altra chi denuncia il rischio di una politicizzazione dell’infanzia e di una compressione del ruolo educativo delle famiglie. Uno scontro destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, in attesa della risposta della Commissione europea all’interrogazione annunciata dagli eurodeputati di Fratelli d’Italia.
Le reazioni non tardano ad arrivare. Perentorio il commento di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia: "I bambini non sono cavie ideologiche.
Non esistono 'bambini LGBTIQ+': esistono bambini, e l'unico loro diritto che l'Europa dovrebbe tutelare è quello di crescere sereni, protetti dagli adulti e non catalogati secondo le loro presunte preferenze sessuali da attivisti politici travestiti da esperti. Questo evento è una vergogna istituzionale e chiediamo alla presidente Metsola di non permettere che i locali del Parlamento Europeo vengano usati come palcoscenico per la propaganda gender sui minori".