Le parole pronunciate dal segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth durante l'incontro al Pentagono con il ministro della Difesa Guido Crosetto rappresentano molto più di una semplice formula cerimoniale.
"Il crescente ruolo di leadership dell'Italia nella difesa europea è dovuto in gran parte all'impegno del primo ministro Giorgia Meloni", ha affermato il capo del Pentagono, riconoscendo apertamente il protagonismo assunto da Roma negli equilibri euro-atlantici. Una dichiarazione che arriva in una fase delicata per la sicurezza internazionale, segnata dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dalla crescente pressione americana affinché gli alleati europei assumano maggiori responsabilità nella propria difesa.
Il riconoscimento americano al governo Meloni
L'apprezzamento espresso da Hegseth non è soltanto personale nei confronti della presidente del Consiglio italiana, ma fotografa l'evoluzione del rapporto tra Washington e Roma negli ultimi anni. L'amministrazione Trump ha più volte chiesto agli alleati Nato di aumentare gli investimenti militari e di contribuire in maniera più incisiva alla sicurezza del continente.
In questo quadro, l'Italia viene considerata dagli Stati Uniti un interlocutore affidabile, capace di mantenere saldo il sostegno all'Alleanza Atlantica pur rivendicando una propria autonomia politica su alcuni dossier più sensibili. Il bilaterale tra Hegseth e Crosetto conferma come il dialogo tra i due Paesi si sia intensificato anche sul piano strategico e industriale, in un momento in cui Washington guarda con favore ai partner europei disposti ad assumere maggiori responsabilità. Le dichiarazioni del capo del Pentagono si inseriscono, inoltre, nella linea politica con cui Hegseth ha più volte sollecitato l'Europa a rafforzare le proprie capacità difensive.
"Per costruire la Nato 3.0 gli alleati europei, inclusa l'Italia, devono fare di più", ha tuonato Hegseth a Crosetto nell'incontro bilaterale. "Grazie agli Stati Uniti per aver spinto l'Europa a prendere sulle sue spalle il peso della difesa", ha risposto Crosetto.
Il nuovo ruolo dell'Italia nella difesa europea
Negli ultimi anni Roma ha cercato di accreditarsi come ponte tra le esigenze statunitensi e le istanze europee. Il governo italiano ha confermato il sostegno all'Ucraina, ha rafforzato la partecipazione alle missioni Nato e ha mantenuto una presenza significativa nei principali teatri di crisi del Mediterraneo allargato.
L'Italia dispone inoltre di una delle industrie della difesa più rilevanti del continente e riveste un ruolo strategico per la sua collocazione geografica, al centro delle rotte che collegano Europa, Nord Africa e Medio Oriente. La posizione italiana si è fatta sentire anche nei dibattiti sull'autonomia strategica europea, sostenendo l'esigenza di una difesa comunitaria più robusta ma complementare alla Nato, evitando sovrapposizioni con il pilastro atlantico.
Il ministro Crosetto, dal suo insediamento, è stato tra i principali sostenitori della necessità di modernizzare gli strumenti militari europei e di adeguare gli investimenti alle nuove minacce globali.
Dall’incontro erano attese anche novità sull’adesione o meno dell’Italia al Purl (Lista delle esigenze prioritarie per l’Ucraina), il meccanismo che prevede l’acquisto di sistemi di difesa americani per Kiev. C’è poi sul tavolo il recente annuncio di Meloni sul futuro aumento delle spese per la difesa al 2,8% del Pil.