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Israele, Pizzaballa "blinda" la Pasqua

Cerimonie a porte chiuse, ufficializzata l'intesa col governo. Critiche sulla pena di morte

Israele, Pizzaballa "blinda" la Pasqua
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Settimana Santa «blindata» a Gerusalemme. Le celebrazioni del triduo pasquale si terranno «a porte chiuse, con un ristretto numero di persone. Ad annunciarlo è stato ieri pomeriggio il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, riferendo il contenuto dell'accordo raggiunto con le autorità israeliane e spiegando di essere «perfettamente consapevole delle questioni di sicurezza». Il Patriarca ha incontrato la stampa insieme al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, all'indomani di un «braccio di ferro» durato 48 ore. Domenica, infatti, la polizia israeliana aveva vietato l'accesso al Santo Sepolcro al porporato e al francescano, sollevando reazioni politiche e diplomatiche da tutto il mondo. Lunedì la questione è rientrata con l'annuncio del premier Benjamin Netanyahu di garantire a Pizzaballa un accesso «pieno e immediato» al Santo Sepolcro. Accordo raggiunto e caso chiuso.

«C'è stata una incomprensione con la polizia domenica - ha detto il Patriarca ricostruendo la vicenda -. Avevamo chiesto la possibilità di unirci alla liturgia all'interno del Santo Sepolcro, per salvaguardare il diritto fondamentale per cui il Vescovo di Gerusalemme potesse celebrare la Messa delle Palme. Dopo i contatti con le autorità, siamo arrivati a un accordo per cui le celebrazioni della Settimana Santa verranno celebrate a porte chiuse, con un ristretto numero di persone». Il Patriarca non vuole tornare sull'argomento. «È stata un'opportunità per chiarire meglio i diritti delle comunità cristiane e il coordinamento con le istituzioni, per evitare che si ripetano episodi del genere».

È stato inoltre annunciato che «le chiese in Terra Santa rimangono aperte» e che «sta a ogni parroco fare quanto possibile a seconda della zona e delle restrizioni di sicurezza in quell'area» le valutazioni e le scelte «per consentire ai fedeli di celebrare i riti pasquali». Il Santo Sepolcro, invece, rimane chiuso al pubblico. Il motivo? «Non vi è un rifugio nelle vicinanze, ma saranno consentite le celebrazioni per la comunità dei frati e solo due o tre persone esterne» mentre ci saranno dirette streaming per i fedeli.

Infine, un commento alla legge del Parlamento israeliano che ha approvato la pena di morte. «Abbiamo appreso con grande dolore del voto», che «non fa altro che aumentare il solco di odio tra israeliani e palestinesi. Dobbiamo lavorare con tutte le parti per evitare un ulteriore deterioramento della situazione».

All'interno del Santo Sepolcro, intanto, le preghiere si susseguono. Di notte si alternano processioni, incensazioni, divine liturgie e liturgia delle ore, ma avvengono sempre a porte chiuse. Nella giornata, invece, «la desolazione del vuoto e del silenzio» hanno preso il sopravvento. «Ormai da più di un mese non ci svegliamo nella notte con la suoneria del cellulare, ma con gli allarmi e le sirene», raccontano dall'interno del luogo sacro. «Aspettiamo la visita e la parola del Patriarca e del Custode che faranno certamente risuonare più forte la certezza che Cristo è Risorto e che il Santo Sepolcro rimane testimone di una vita che non finisce qui: avanti con gioia».

Intanto dal Vaticano arriva un segnale molto forte di vicinanza alla

comunità cristiana in Medioriente. Il Papa ha scelto di affidare le meditazioni della Via Crucis al Colosseo a padre Francesco Patton, ex custode di Terra Santa. Un gesto che indica l'idea di unire idealmente Gerusalemme a Roma.

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