È arrivato il via libera degli Stati Ue. Durante la riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri (Coreper), tenutasi venerdì mattina a Bruxelles, è emersa un’ampia convergenza tra i Paesi euopei sull’intesa di libero scambio con il Mercosur. L’approvazione formale arriverà alle 17 - alla conclusione della procedura scritta con cui i governi devono esprimere la propria posizione sull’accordo con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay - e il completamento di questo passaggio consentirà alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di recarsi in Paraguay per la firma prevista il 17 gennaio. La data è stata confermata su X dal ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno. "Dopo oltre 30 anni di negoziati, il 17 gennaio in Paraguay firmeremo un accordo storico e il più ambizioso tra i due blocchi", ha scritto sui social, ricordando che i Paesi del Mercosur "avranno un accesso preferenziale" al mercato Ue e "la terza economia mondiale, un mercato di 450 milioni di persone, che rappresenta circa il 15% del Pil mondiale. Il 99% delle esportazioni agricole del Mercosur ne trarrà beneficio".
Il Mercosur, acronimo di Mercato comune del Sud, è il blocco commerciale sudamericano costituito nel 1991. Attualmente ne fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il Venezuela, entrato nel 2012, è stato sospeso nel 2017. La Bolivia ha sottoscritto il protocollo di adesione nello stesso anno, ma la sua piena integrazione è ancora in attesa delle ratifiche dei parlamenti degli Stati membri.
Per quanto concerne l'intesa, secondo quanto riferito da un funzionario cipriota — Cipro detiene la presidenza di turno dell’Unione da inizio gennaio — il confronto nel Coreper ha mostrato “un ampio sostegno al pacchetto per la firma e per l’applicazione provvisoria dell'accordo commerciale ad interim e dell'accordo di partnership”. La decisione richiede una maggioranza qualificata, pari ad almeno 15 Stati membri che rappresentino il 65% della popolazione europea.
Secondo quanto emerso, riporta il Corriere, il ruolo dell’Italia è stato determinante per superare la minoranza di blocco formatasi a dicembre insieme a Francia, Polonia e Austria. La posizione francese è rimasta negativa, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron. Hanno confermato il loro voto contrario anche Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda, mentre il Belgio ha scelto di astenersi. L’Italia ha ottenuto le garanzie che chiedeva sul fronte agricolo. Il Coreper ha infatti confermato l’intesa provvisoria con il Parlamento europeo del dicembre scorso in materia di salvaguardie bilaterali. Per rafforzare ulteriormente gli strumenti di protezione e assicurare reazioni rapide in caso di perturbazioni del mercato, è stato concordato l’abbassamento dal 8% al 5% della soglia necessaria ad avviare indagini sui prodotti agricoli sensibili, in coerenza con la posizione dell’Eurocamera.
La Commissione ha lavorato nelle ultime settimane per venire incontro alle preoccupazioni del settore agricolo e alle richieste degli Stati membri, con l’obiettivo di salvaguardare un accordo ritenuto strategico per l’industria europea. L’Ue esporta verso il Mercosur soprattutto macchinari, prodotti chimici, farmaci e mezzi di trasporto, mentre importa principalmente prodotti agricoli e minerali. Per attenuare le resistenze, von der Leyen ha inoltre proposto di anticipare al 2028 lo sblocco di 45 miliardi della prossima Politica agricola comune, aggiuntivi rispetto ai 302 miliardi già previsti nel bilancio a lungo termine.
Un altro punto sollevato da Italia e Francia riguardava la sospensione dell’applicazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) ai fertilizzanti, entrato in vigore il 1º gennaio.
Su questo fronte, la Commissione ha manifestato disponibilità a una sospensione temporanea con effetto retroattivo. La conferma dell’abbassamento al 5% delle soglie per attivare le salvaguardie sui prodotti agricoli sensibili — richiesta da Roma e Parigi — è infine arrivata nel corso della riunione di venerdì mattina.