Sorrisetti sospetti, sguardi complici, selfie al Colosseo, la magia di Roma di notte, tutto un dico e non dico. Manca il bacetto, però c'è Melody, l'equivalente indiano dei Baci Perugina. «Very good toffees, cioè Bbone ste caramelle», apprezza Giorgia assaggiando le mou che le ha donato Narenda Modi. Un regalo simbolico, Melodi infatti è la mescolanza tra Meloni e Modi, la crasi dei cognomi, il tormentone che tra politica e gossip sta facendo impazzire i quotidiani di New Delhi: in tre anni i due si sono visti almeno sette volte.
Ma al di là dell'ipotetica amicizia sentimentale, ecco quella concreta tra le nazioni. «Una giornata storica - dice la premier -. Oggi le relazioni compiono un salto di qualità, eleviamo il nostro rapporto a partenariato strategico speciale, il più alto mai raggiunto. L'interscambio commerciale crescerà fino a venti miliardi».
Melodi, la diplomazia della caramella. «My friend». Tra giochetti e allusioni, l'intesa particolare porta comunque risultati tangibili. La sera a spasso per i monumenti, con Modi che si gusta «il panorama con centinaia di chiese».
Il giorno dopo prima la visita ufficiale al Quirinale a Sergio Mattarella, poi ancora con Giorgia nella cornice del villino Algardi di Villa Pamphilji, dove c'è un gelso nero indiano da piantare nel parco davanti al Casino del Bel Respiro e un robusto protocollo di accordi da firmare. Economia, difesa, navigazione, porti, agricoltura, trasporti, sanità, intelligenza artificiale, questo è il menu del business forum, però si parla anche delle crisi internazionali.
«Le guerre vanno risolte con il dialogo», spiega Modi, offrendo così una sponda all'Occidente. «Per quanto riguarda il terrorismo, siamo d'accordo che si tratti di una sfida molto seria per l'umanità. Roma e New Delhi stanno facendo passi concreti per rompere le reti di finanziamento». Italia e India, «potenze marittime», potrebbero collaborare per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz e contribuire in qualche modo alla sicurezza delle navi.
Insomma, l'intesa è forte e così Modi, «a nome di un miliardo e 400 milioni di persone», invita la Meloni a New Delhi. Dalla cultura alla AI. «Tecnologia e innovazione sono il motore della nostra partnership. Le possibilità di collaborazione sono illimitate. Tra i nostri Paesi c'è vera armonia. Quando due civiltà si incontrano, i colloqui non si limitano ai punti dell'ordine del giorno ma riflettono la profondità della storia e l'idea del futuro».
Sintonie anche politiche. Dalla destra al pragmatismo, i due hanno davvero diverse cose in comune. «Io apprezzo la sua visione e il consenso che riesce a mantenere tra i suoi cittadini pure dopo tanti anni di governo - spiega la premier - È nata una comprensione profonda dei rispettivi punti di vista e pure un'amicizia sincera». Vale pure a livello di Paesi. «I legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti, il partenariato strategico si fonda sui valori di libertà e democrazia, nonché un'idea comune del futuro».
In primo piano la pace. «Stiamo lavorando assai bene nei settori difesa, infrastrutture, space economy. Ci siamo confrontati sulla crisi iraniana con l'auspicio che il negoziato possa andare avanti e trovare una soluzione positiva in un contesto che sappiamo essere molto precario».
Clima definito «ottimo» pure al Quirinale, dove in mattinata il capo dello Stato riceve il primo ministro indiano, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«La sua visita in Italia - dice Mattarella - è un onore per la nostra Repubblica, per me è un vero piacere accoglierla in questo palazzo e dialogare con lei». E si parla di scambi commerciali, cultura e crisi mondiali da risolvere.