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Nuovo affondo del Cremlino: “Italia confusa dalla sua stessa propaganda”

Dopo Solovyov, anche la portavoce della Difesa, Maria Zakharova, attacca Roma per la convocazione dell’ambasciatore. Nel mirino del Cremlino finiscono governo, Quirinale e sostegno italiano a Kiev

Maria Zakharova
Maria Zakharova
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Nuovo capitolo dello scontro tra Roma e Mosca dopo le dichiarazioni del conduttore televisivo Vladimir Solovyov rivolte al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova è intervenuta sulla decisione della Farnesina di convocare l’ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov, affermando che l’Italia sia stata "confusa dalla sua stessa propaganda per anni" e che dovrebbe interrogarsi su "da che parte della storia si trova". Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, la portavoce del Cremlino ha inoltre affermato: "Per anni sono stati confusi dalla loro stessa propaganda. Hanno permesso ai media occidentali, concentrati su Washington e Londra, di prenderli in giro".

La Zakharova ha poi definito la convocazione del diplomatico russo come un episodio che "non è più solo una questione di doppi standard, ma di mancanza di standard e, la cosa peggiore, di mancanza di coscienza". La rappresentante del ministero degli Esteri russo ha dunque aggiunto: "Quando insultano il nostro Paese a livello governativo, dal loro punto di vista non solo è normale, ma noi non abbiamo alcun diritto di lamentarci".

Riferendosi invece alle posizioni espresse da giornalisti russi, la Zakharova ha dichiarato: "Ma quando sono giornalisti, non funzionari o diplomatici, a esprimere il loro disappunto per il fatto che l'Italia fornisca denaro, armi e sostenga il regime di Kiev in ogni modo possibile, portando all'uccisione e al ferimento di bambini e alla morte di tanti civili, questo diventa motivo per convocare l'ambasciatore russo". Infine, la portavoce ha ribadito che Mosca auspica comunque "un dialogo basato sul reciproco rispetto".

L’attacco di Solovyov alla Meloni è solo l’ultimo di una lunga serie.

Negli ultimi anni Mosca ha accusato il governo italiano di “russofobia” e nel suo mirino è finito anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La stessa Zakharova si è resa protagonista di numerosi affondi, arrivando a definire “blasfeme” le parole del capo dello Stato, reo di aver paragonato l'atteggiamento da "guerra di conquista" di Mosca in Ucraina a quello del Terzo Reich.

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