Mentre dalle Forze di difesa di Israele (Idf) arriva la conferma dell'uccisione di diversi membri della leadership di sicurezza iraniana nei raid condotti a Teheran, il presidente degli Usa Donald Trump, intervistato da "Nbc News", annuncia che anche la notizia della morte di Ali Khamenei pare "sia corretta".
Anche un alto funzionario della Difesa statunitense ha riferito a Fox News che il governo statunitense concorda con la valutazione israeliana secondo cui l'Ayatollah Ali Khamenei è morto insieme ad altri 5-10 leader iraniani di alto rango. Una notizia che troverebbe riscontro dai festeggiamenti dei giovani iraniani e che viene commentata con favore dalla politica italiana, ma anche con una certa preoccupazione.
"La situazione sta cambiando rapidamente: se sarà confermata la morte di Khamenei, certamente ci saranno delle conseguenze, vedremo quali", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo allo Speciale Zona Bianca, condotto da Giuseppe Brindisi su Retequattro. "Già l'attacco americano-israeliano contro l'Iran per impedire che l'Iran proseguisse il suo percorso per la realizzazione della bomba atomica, e sarebbe stato un pericolo per tutto il mondo non soltanto per Israele, e il tentativo di bloccare l'incremento della produzione di missili a lungo raggio, quelli che avrebbero potuto colpire anche l'Occidente, è un altro obiettivo", ha evidenziato il titolare della Farnesina. Tajani ha poi aggiunto: "Vediamo cosa farà l'Iran di fronte a questa novità, se è vera come pare la scomparsa di Khamenei, ucciso durante il bombardamento di stamane, se continueranno ad attaccare ancora i paesi del Golfo, cosa che ha provocato la riunificazione di tutti i paesi del Golfo". Tajani, nel suo intervento, ha ricordato che "c'erano divisioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi qualche giorno fa”, mentre “oggi sono tutti quanti concordi nel denunciare un attacco. Come lo fanno il Bahrein, lo fa il Kuwait”. Poi ha concluso: “Ho parlato con tutti i ministri degli esteri di questi Paesi. Ai quali va la nostra solidarieta', perché non c'entravano niente con l'attacco".
La forzista Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, dichiara: "Le acclamazioni e gli applausi dopo la morte di Khamenei mostrano con forza come per l'Iran sia iniziata una fase di rinascita. Il popolo iraniano potrà finalmente mettersi alle spalle decenni di barbarie, di atrocità e compressione dei diritti fondamentali. Ora è necessario attivare tutti gli strumenti della diplomazia per garantire all'Iran una vera transizione democratica".
Anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi, su X, ha rivolto un pensiero “alle ragazze e ai ragazzi di Teheran”, a “chi è stato ucciso, torturato, imprigionato in questi anni” e a “chi sta esultando in queste ore nelle strade della capitale”. Ma anche “alla generazione che guiderà l'Iran dei prossimi decenni”, aggiunge il leader di Italia Viva. Secondo Renzi, “la fine di Khamenei segna l'inizio di una pagina nuova per uno dei Paesi più ricchi di storia e di potenzialità del mondo”.
Renzi ha auspicato “che la libertà torni a Teheran, che la pace si faccia finalmente strada in Medio Oriente, che il mondo torni alla ragionevolezza” e “che l'Europa riprenda a giocare un ruolo geopolitico che oggi - semplicemente - non ha".