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Vertice Nato ad Ankara, Meloni alla prova dell'Alleanza: tra Erdogan, Trump e il dossier Ucraina

Difesa al 5% del Pil, sostegno a Kiev e futuro delle truppe Usa in Europa: sul tavolo gli equilibri che cambieranno l’Alleanza

Vertice Nato ad Ankara, Meloni alla prova dell'Alleanza: tra Erdogan, Trump e il dossier Ucraina
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa ad Ankara per un vertice Nato destinato a segnare uno dei passaggi più delicati per l'Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra fredda. Il summit del 7 e 8 luglio si svolge infatti in un contesto caratterizzato dalla guerra in Ucraina, dalle conseguenze del conflitto tra Stati Uniti e Iran, dalle crescenti richieste americane di una maggiore assunzione di responsabilità europea e dalle tensioni sulla futura presenza militare statunitense nel continente.

La premier italiana parteciperà martedì sera alla cena ufficiale offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan ai leader presenti, mentre mercoledì prenderà parte alla sessione di lavoro dei 32 Paesi membri della Nato, insieme ai vertici dell'Unione europea e agli ospiti internazionali, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Difesa, spese militari e Ucraina: i dossier sul tavolo

Il vertice di Ankara rappresenta innanzitutto un banco di prova sulla capacità dell'Alleanza di tradurre in risultati concreti gli impegni assunti negli ultimi anni. Al centro della discussione vi saranno l'aumento degli investimenti nella difesa, il rafforzamento della produzione industriale militare, la prontezza operativa e il sostegno a lungo termine all'Ucraina.

Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha più volte indicato come priorità quella di trasformare gli impegni politici in capacità militari reali, accelerando sia la produzione di armamenti sia l'integrazione industriale tra gli Alleati. L'obiettivo del 5% del Pil destinato alla difesa entro il 2035, sostenuto con forza dagli Stati Uniti, sarà uno dei principali parametri con cui verranno misurati i progressi dei singoli Paesi.

Parallelamente proseguirà il sostegno a Kiev. “Putin è sempre più disperato, ma gli alleati devono sostenere Kiev”, ha tuonato il Segretario. Zelensky arriverà ad Ankara dopo un nuovo pesante attacco russo contro la capitale ucraina, elemento che conferisce ulteriore urgenza ai lavori del summit. Secondo le anticipazioni, gli Alleati dovrebbero ribadire l'impegno nel garantire assistenza militare, addestramento e forniture per tutto il 2026, pur in un quadro nel quale gli Stati Uniti chiedono agli europei di assumere un ruolo sempre più rilevante.

Meloni tra Erdogan e Trump: equilibrio delicato

Per Meloni il vertice rappresenta anche un'importante occasione diplomatica. La cena inaugurale ospitata da Erdogan offrirà l'opportunità di confrontarsi informalmente con i principali leader occidentali, con il presidente turco impegnato a rafforzare il ruolo internazionale della Turchia sia all'interno della Nato sia come attore regionale.

L'attenzione sarà però inevitabilmente rivolta anche ai rapporti con Donald Trump. L'amministrazione americana continua infatti a chiedere un maggiore "burden sharing", ossia una più ampia condivisione dell'onere della difesa da parte degli alleati europei, mentre Washington sta riesaminando il proprio dispositivo militare sul continente. Il tema è diventato ancora più sensibile dopo le tensioni emerse nelle settimane successive al conflitto con l'Iran e alle discussioni sulla futura presenza militare statunitense in Europa.

L’incontro avverrà in seguito a un nuovo attacco del presidente contro la premier. Su Truth il tycoon ha, infatti, postato un meme con la presidente del Consiglio che lo fissa, accompagnato dalla didascalia 'serve un ordine restrittivo'.

Ankara crocevia della sicurezza euro-atlantica

La scelta di Ankara come sede del vertice non è casuale. La Turchia ospita il secondo summit Nato della sua storia e intende sfruttare l'evento per consolidare il proprio peso strategico, in una fase in cui il Paese si propone come interlocutore sia nel Mediterraneo sia nel Mar Nero e continua a mantenere un difficile equilibrio nei rapporti con Russia, Ucraina e Occidente.

Proprio con Erdogan, la presidente del Consiglio ha avuto un colloquio telefonico venerdì, che si è incentrato su due temi, Libia e Fianco Sud, ma che è stato anche occasione per ribadire il “comune impegno per lo sviluppo del rapporto transatlantico”.

I lavori si aprono, inoltre, pochi giorni dopo una nuova telefonata tra Trump e Putin sul conflitto ucraino, mentre il presidente americano dovrebbe incontrare anche Zelensky a margine

del vertice. La concomitanza tra iniziative diplomatiche, prosecuzione della guerra e ridefinizione degli equilibri interni alla Nato rende Ankara uno dei passaggi più significativi per la sicurezza euro-atlantica del 2026.

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