Addio esami di Stato: basterà la laurea per accedere alla professione

Lo si legge all’interno della bozza del Pnrr che sarà analizzato domani in Cdm

Addio esami di Stato: basterà la laurea per accedere alla professione

Niente più esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione. La misura, che rappresenta una vera e propria rivoluzione, dovrebbe essere contenuto nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che sarà portato sul tavolo del Consiglio dei ministri domani, dopo lo slittamento del Cdm dovuto ai malumori in seno alla maggioranza di governo.

Così, fra la conferma e l'ipotesi di modifica - o cancellazione - di misure come il Superbonus 110% e Quota 100, ecco che spunta questa riforma che cambierà l'accesso alle professioni intervenendo sulle modalità di abilitazione; a bastare, difatti, sarà la laurea conseguita (e non il superamento dei vari esami di Stato) in quanto i tirocini e praticantati vari dovranno essere svolti regolarmente all'interno del percorso di studi rendendo inutile l'esame di abilitazione che verrà assorbito da quello finale di laurea.

Secondo l’attuale impianto normativo, per praticare alcune professioni, difatti, è necessario ottenere un’abilitazione superando un esame che consente l’iscrizione a uno specifico albo professionale. Tra le professioni che richiedono l'espletamento di questa procedura ci sono quelli di avvocato, il chimico, l’ingegnere, l’architetto, il biologo, il geologo, il giornalista, il commercialista, il notaio, lo psicologo, il chirurgo, il farmacista, il veterinario e molti altri.

Attraverso l’abilitazione dovrebbe essere validata la competenza del professionista. A definire questo impianto è il Decreto Siliquini di disciplina degli esami di Stato per l’accesso a professioni (Schema di DPR, definitivamente approvato il 29/03/2006) Il Decreto identifica quali professioni necessitano di un esame di abilitazione professionale e le modalità di svolgimento. Inoltre il nostro Codice Penale, all'art. 348 definisce il cosiddetto reato di "Abusivo esercizio di una professione" che punisce chi pratica un lavoro che richiede un’abilitazione senza aver superato l’apposito esame.

Tutti questi aspetti verranno sburocraticizzati con la misura che si trova a pagina 200 della bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza; la riforma si muove sulla scia del precedente disegno di legge presentato ed approvato lo scorso 19 ottobre su proposta dell'allora ministro dell'Università Gaetano Manfredi.

A seguito dell’approvazione del Pnrr, qualora la misura entrasse in vigore, non dovrebbero esserci, comunque, degli stravolgimenti dell'impianto universitario 3+2 (triennale + specialistica/magistrale) in quanto si applicherebbe alle solo lauree magistrali a ciclo unico e, nel dettaglio: Odontoiatria, Farmacia, Medicina veterinaria, Psicologia. Pertanto, il superamento dell’esame di laurea permettere di l’abilitazione dell’esercizio delle professioni, di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo.

Per quanto riguarda, invece, le lauree professionalizzanti come quella dell’edilizia e il territorio, le tecniche agrarie, alimentari e forestali, le tecniche industriali, l’abilitazione sarebbe rispettivamente per la professione di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato.

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