"Adesso paghi lo Stato". Così Grillo si allinea a Salvini e alla Meloni

Svolta del guru: "Per la pacificazione". Anche i sindacati premono: nei servizi serve continuità

"Adesso paghi lo Stato". Così Grillo si allinea a Salvini e alla Meloni

Tamponi gratuiti per tutti. A due giorni dal varo dell'obbligo di green pass per tutti i lavoratori, il pressing sul governo per rendere gratuiti i test anti Covid necessari a ottenere la certificazione verde per chi non è vaccinato torna a salire. L'asse è trasversale. L'affondo di giornata arriva da Beppe Grillo, ma viene sposato anche da Matteo Salvini e Giorgia Meloni e anche i sindacati tornano a far sentire la propria voce.

Quello che si va a saldare è un vero e proprio asse trasversale. «I lavoratori senza vaccino potrebbero essere 3/3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%/15% circa. Se lo Stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021» scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo «Sul green pass serve una pacificazione». Il fondatore M5s propone uno scambio di dati tra Sogei che detiene i dati sul green pass e Inps per individuare i lavoratori no green pass e fare in modo che «il costo del tampone sia solo anticipato dall'azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede per la cig ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali».

Giorgia Meloni rivendica la primogenitura della proposta. «Quando abbiamo capito che la maggioranza arcobaleno che sostiene Draghi era intenzionata a introdurre l'obbligo di green pass, addirittura per andare a lavorare, abbiamo chiesto subito che la spesa per fare i tamponi non ricadesse né sui lavoratori né sulle aziende. Anche altre forze politiche ora la pensano allo stesso modo, pure la Cgil di Landini nei giorni scorsi aveva ripreso la proposta. Non è degno che milioni di lavoratori rischino di perdere il posto di lavoro o debbano vedere sensibilmente diminuito il loro stipendio: nella nostra Costituzione l'Italia ancora è una Repubblica fondata sul lavoro».

Dello stesso avviso Salvini. «Allungare la validità di tutti i tamponi da 48 a 72 ore e garantire tamponi gratuiti a lavoratrici e lavoratori senza Green Pass. Lo chiede la Lega, lo richiede il buon senso». Sull'altro fronte, quello contrario alla gratuità si schierano, invece, Forza Italia con Anna Maria Bernini, Matteo Renzi e Andrea Orlando.

Il confronto sul tema va avanti ormai da quasi un mese. Lo scorso 16 Settembre aveva investito anche Mario Draghi e Renato Brunetta. In un incontro a Palazzo Chigi, Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto di evitare di penalizzare i dipendenti pubblici sprovvisti del certificato attraverso la gratuità dei tamponi. «Non si può far pagare al lavoratore il costo della sicurezza sul lavoro», la loro tesi. La Cisl aveva chiesto almeno una sperimentazione fino al 31 dicembre. «Richiesta inopportuna», la fredda risposta del premier.

Ieri, però, sono tornati a farsi sentire i sindacati dei trasporti. I segretari generali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti a seguito della circolare del Viminale che raccomanda tamponi gratuiti per i portuali, sono tornati a chiedere la gratuità per tutto il settore. Il motivo? «La sua peculiarità e la necessità di garantire il più possibile un continuità del servizio di trasporto».

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