Adozioni gay, affondo del ministro Orlando: "La prossima frontiera è quella"

Il Guardasigilli punta alle adozioni per le coppie unite civilmente: "Chi non ha voluto una disciplina sulla stepchild adoption ora non si lamenti"

Adozioni gay, affondo del ministro Orlando: "La prossima frontiera è quella"

Il prossimo obiettivo del governo sono le adozioni gay. Era prevedibile, ma l'annuncio fa comunque scalpore. All'indomani della firma da parte di Matteo Renzi del decreto sulle unioni civili, il ministro della Giustizia Andrea Orlando rompe gli indugi e getta la maschera.

In un'intervista a Repubblica, il Guardasigilli stigmatizza la mancanza di disciplina sulla possibilità di adottare da parte delle coppie unite civilmente, e lancia un monito dal sapore inequivocabile: "Chi non ha voluto una disciplina sulla stepchild non può lamentarsi del fatto che questa lacuna sia colmata dai giudici". Un messaggio assai eloquente lanciato a centristi e centrodestra

Come a dire: non avete voluto cedere il dito e ora noi ci prendiamo tutto il braccio. E pur di condurre in porto la nave, il ministro non esita a prospettare scenari politici a dir poco fantasiosi. Scenari che comprendono un improbabile cambio di maggioranza, con l'uscita di Ncd e un sostegno dei Cinque Stelle proprio in vista delle adozioni.

Poiché pare scontato che il partito di Alfano sia pronto alle barricate pur di non far passare la stepchild adoption (e già ne aveva ottenuto lo stralcio dal ddl Cirinnà, aprendo non poche polemiche all'interno del Pd), Orlando ora apre a un'ipotesi inedita: "Se ci fossero le condizioni politiche - spiega - venute meno per un clamoroso cambio di posizione di M5s, penso che sarebbe più proprio affrontare la questione nell'ambito della riforma delle adozioni, piuttosto che in relazioni alle unioni."

Un giro di parole per esprimere un concetto assai chiaro: pur di portare a casa le adozioni, al governo sono disposti a tendere una mano ai Cinque Stelle. Che questi ultimi siano disposti ad accettarla, però, è forse ancora più improbabile di un voto favorevole di Alfano.

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