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Afghanistan, schiaffo Trump. Meloni: "Rispetto per i morti"

Il tycoon: «A Kabul gli alleati sono rimasti nelle retrovie». La premier: «Parole inaccettabili, soprattutto perché provengono da un alleato»

Afghanistan, schiaffo Trump. Meloni: "Rispetto per i morti"
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La misura è colma (quasi). Le uscite di Donald Trump provocano imbarazzo (e irritazione) a Palazzo Chigi. L'asse Roma-Washington non è in discussione. Però qualche crepa inizia a venire fuori. L'ultima miccia è un attacco partito dal tycoon contro Europa e Nato sull'impegno nella guerra in Afghanistan. In un'intervista a Fox News - il presidente degli Stati Uniti usa toni duri: "Non sono sicuro che, se ne avessimo bisogno, la Nato aiuterebbe gli Stati Uniti. Noi saremmo lì per loro, ma non so se loro ci sarebbero per noi. Noi non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo mai chiesto nulla. Loro dicono di aver mandato un po' di truppe in Afghanistan, ed è vero. Sono rimasti un po' nelle retrovie, un po' lontani dal fronte".

Un sorriso accompagna parole che bruciano soprattutto in Italia, Paese che ha perso sul campo 53 soldati. A tarda sera, dopo un giro di polemiche, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replica all'alleato: "Il governo italiano ha appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero rimasti indietro durante le operazioni in Afghanistan. Dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, la Nato ha attivato l'Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti. In quell'imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l'Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell'intera missione internazionale". La premier va poi al punto che più fa male all'Italia: "Nel corso di quasi vent'anni di impegno, la nostra nazione ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti mentre erano impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane. Per questo motivo, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata".

Dopo il bastone, Meloni usa la carota per non compromettere il legame con la Casa Bianca: "Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica, ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto. Ma l'amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell'Alleanza Atlantica".

Nel pomeriggio, a prendere le difese del governo italiano era stato il ministro della Difesa Guido Crosetto: "In Italia ogni occasione è buona per fare polemica. Oggi si sono scelte le parole di Trump a Fox sul ruolo degli alleati degli Usa in Afghanistan. Io ho deciso di affidare la mia risposta, come ministro della Difesa, ad atti formali, come si usa fare tra istituzioni, facendo un breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan e in molti altri teatri. La cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare. E sull'impegno dell'Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno".

Lo stesso Crosetto (come rivela il Tg de La7) invierà lunedì una lettera formale al segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, e al segretario generale della Nato, Mark Rutte, in risposta alle affermazioni di Trump.

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