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Aggressioni contro gli ebrei: impennata dopo il 7 Ottobre

Il governo: "Nell'ultimo anno quasi raddoppiati gli episodi"

Aggressioni contro gli ebrei: impennata dopo il 7 Ottobre
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"Un fenomeno che fino a qualche anno fa sembrava assopito è riesploso e i numeri purtroppo lo dimostrano. Nel 2025 si sono verificati 963 episodi di antisemitismo di cui 640 su Internet. E le aggressioni fisiche sono state 16 a fronte delle 8 nel 2024 e di una sola nel 2023". Nella tradizionale conferenza stampa di presentazione delle attività legate alla Giornata della Memoria, il generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, affiancato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi e dalla presidente dell'Ucei, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, fotografa una situazione che appare sempre più preoccupante.

"Dobbiamo capire qual è il fenomeno e il contesto italiano che si colloca, dentro un quadro internazionale più ampio spiega Angelosanto . Dai dati emerge una crescita costante del fenomeno: le rilevazioni mostrano un andamento progressivo dell'antisemitismo negli ultimi anni, con un nocciolo duro di adesioni impermeabile a qualsiasi forma di prevenzione". In particolare, dopo il 7 ottobre, "si è registrata un'impennata significativa. Un aspetto fondamentale di tutta la strategia è proprio quella della conoscenza. Cioè, diffondere il più possibile, quindi in chiave di prevenzione, non solo la conoscenza del problema dell'antisemitismo, ma la conoscenza della cultura ebraica".

Il lavoro sulla Memoria, in questo contesto, diventa una sfida ancora più complessa come sottolinea Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ricorda come il Giorno della Memoria non sia soltanto un esercizio commemorativo, ma uno strumento per comprendere le responsabilità storiche italiane e contrastare l'antisemitismo contemporaneo. Centrale, per Di Segni, il ruolo dell'educazione e della scuola, così come la necessità di politiche attive che affianchino le misure legislative, affinché la Memoria non resti confinata al racconto del male ma sappia valorizzare anche la vita, la cultura e la convivenza. Con una richiesta, avanzata nel corso di un convegno organizzato da Maurizio Gasparri: "La nostalgia fascista non può avere spazio nemmeno attraverso gesti come il saluto romano. Deve essere sanzionato penalmente".

Sul piano istituzionale è il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a ribadire come la lotta all'antisemitismo rappresenti "un presupposto essenziale" dell'azione del governo. "Ottantuno anni fa ha detto si è toccato il punto più basso dell'umanità, che non può essere confuso con altre tragedie né prestarsi a mistificazioni". La cronaca degli ultimi anni, insomma, dimostra come il tema non sia stato ancora pienamente metabolizzato e richieda un impegno costante sul piano culturale e civile.

Nel corso della conferenza, Abodi torna anche sul tema della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, assicurando che l'evento avrà il suo baricentro nella celebrazione dei valori dello sport e non lascerà spazio a sortite o interpretazioni ambigue. Il ministro risponde a una domanda sulla presenza di Ghali alla cerimonia. "Sicuramente al di là del vissuto di ogni artista non ci saranno equivoci sull'indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico" della cerimonia.

"Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato - aggiunge -, ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all'urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, e che non sarà espresso su quel palco".

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