Alitalia, via libera dal Cdm al prestito da 400 milioni

Il Consiglio dei Ministri ha stabilito l'operazione che garantirà la copertura economica dell'azienda fino alla nuova gara prevista per maggio 2020

Alitalia, via libera dal Cdm al prestito da 400 milioni

Prestito ponte da oltre 400 milioni di euro e una nuova gara di vendita a maggio 2020. Il Consiglio dei Ministri, riunito stasera, ha finalmente deciso le sorti (almeno per il futuro prossimo) di Alitalia.

Con un decreto ad hoc il governo destinerà le risorse necessarie al vettore aereo per la "sopravvivenza" della compagnia sino alla nuova vendita prevista nella primavera prossima. Si tratta di risorse che erano già state stanziate col decreto fiscale ma che solo ora potranno essere utilizzati da i commissari per salvare la compagnia dopo che nelle scorso settimane il tavolo delle trattative per la formazione di una NewCo era definitivamente saltato. Negli ultimi mesi, difatti, si sono susseguite numerose trattative di salvataggio portate avanti da Ferrovie dello Stato come azionista di maggioranza del nuovo azionariato. Alla fine, però, dopo l'uscita di scena di Atlantia e Lufthansa come possibili partner, l'esecutivo ha dovuto commissariare Alitalia. Questo stato di incertezza dell'azienda, nel frattempo, è costato carissimo sia all'azienda, con perdite da circa 1 milione di euro al giorno, che alle casse dell'erario considerando che prima dell'aiuto di Stato da 450 milioni deciso stasera, il governo aveva destinato al vettore aereo altri 900 milioni di euro.

Queste scelte hanno provocato non poche critiche da parte dell'Unione Europea che non vede di buon occhio gli aiuti di Stato. Il portavoce della Commissione europea ha dichirato che "Gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione le misure che comportano aiuti di Stato e si astengono dal metterle in atto, fino a quando la Commissione non abbia preso una decisione definitiva sull'esistenza e sulla compatibilità degli aiuti. Se una misura viene concessa senza essere notificata alla Commissione, la Commissione avvia un'indagine formale, nel caso di seri dubbi sulla compatibilità di tale misura con il mercato interno".

Con il prestito ponte la compagnia dovrebbe avere ameno 6 mesi di "sopravvivenza" considerando che ad ottobre nelle casse della compagnia erano presenti circa 315 milioni di liquidità. Ora i tre commissari Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo avranno il tempo per definire la messa in vendita la compagnia secondo uno schema variabile considerando che nella bozza è previsto che il governo indichi una nuova procedura di cessione dei complessi aziendali di Alitalia. Secondo quanto previsto dal provvedimento il termine fissato per l'avvio della vendita dell'azienda al 31 maggio 2020 data entro cui i commissari dovranno concludere le "procedure necessarie per pervenire al trasferimento dei complessi aziendali" di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner in amministrazione straordinaria.

Difatti resta la volontà del governo di vendere la compagnia per intero, superando l'ipotesi di "spezzatino" che negli scorsi giorni era stato dibattuto. Possibile, invece, una spacchettamento del business per incentivare la partecipazione nell'azionariato di soggetti diversi soprattutto sulla parte handling.

Resta il nodo esuberi. Nel provvedimento è previsto che non siano i commissari ad occuparsene ma i possibili acquirenti della compagnia che dovranno presentare un piano industriale per tutte e tre le divisioni di business di Alitalia. Dunque andrà definita in modo integrato coma agire sulla parte aviation (con i suoi 6.500 addetti tra piloti e assistenti di volo), la parte manutenzione (altri 2 mila addetti) e infine divisione handling, che offre assistenza a terra e che conta circa 3 mila addetti.

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