Non era il Viminale, secondo il Consiglio di Stato, l'unico titolato a decidere il porto di sbarco per le navi Ong operanti nel Mediterraneo? Sì, però il Tribunale civile di Ragusa ha dato ragione alla Sea Eye 5 che, ritenendo critiche le condizioni dei migranti a bordo, insistette per non farli sbarcare a Taranto, a 390 miglia nautiche dalla propria posizione, ma a Pozzallo. L'ennesima sentenza pro Ong annulla il provvedimento di fermo della nave emesso il 19 giugno 2025 dalla prefettura di Ragusa, il verbale e la multa che condanna il ministero dell'Interno al pagamento delle spese di lite e compensi legali per 2.518 euro. La decisione del giudice Rosanna Scollo giunge in accoglimento del ricorso della tedesca Sea Eye che, il 16 giugno 2025, pretese di far sbarcare a Pozzallo 63 dei 65 migranti soccorsi in area Sar libica (due erano stati evacuati) quando le era stato assegnato il porto di Taranto. La prefettura emise il fermo amministrativo di 20 giorni e una multa. Per la giudice, la condotta della Sea Eye 5 "risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta", pertanto il fermo fu "illegittimo". Ecco cosa accadde: la Sea Eye 5 soccorse 65 migranti, alcuni feriti. Il Viminale le assegnò il porto di Taranto. Il comandante spagnolo Josep Lucchetti Lorente, ritenendo gravi due migranti, ne chiese l'evacuazione medica urgente, che fu eseguita dalla guardia costiera e, ritenne, poi, di non potersi dirigere a Taranto per via delle condizioni di alcuni migranti e dell'assenza di scorte d'acqua sufficienti. Nonostante fu capace di giudicare critiche le condizioni dei migranti, si disse non in grado di decidere chi potesse proseguire il viaggio fino in Puglia e, dopo un'interlocuzione con il Viminale, fu autorizzato a sbarcare a Pozzallo. Qui la prefettura di Ragusa emise il fermo. "Ancora una volta i giudici ostacolano le decisioni del governo Meloni in materia di immigrazione clandestina", dice Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di FdI alla Camera. "È l'ennesima pericolosa decisione davvero sconcertante aggiunge -. Poco importa se il comandante si era rifiutato di attenersi alle indicazioni delle autorità. In Italia, per certi giudici politicizzati, è possibile fare qualsiasi cosa nonostante le leggi".
Intanto sono in atto le ricerche di un bimbo di 2 anni disperso in mare dopo che il gommone su cui viaggiava con la mamma e 62 migranti è affondato al largo di Lampedusa. Gli altri sono stati salvati dalla guardia costiera.