Quattro ottobre scorso, centro di Cagliari. Gli antagonisti prendono d'assalto la sede cittadina di Fratelli d'Italia. Volti mascherati, i soliti fantasmi dietro passamontagna e sciarpe, si accaniscono contro l'edificio: bottiglie di vetro, sassi, fumogeni e vernice rossa. Vola di tutto. Le finestre vengono colpite in maniera ripetuta. Solo la porta chiusa impedisce che l'irruzione si trasformi in qualcosa di peggiore. Il corteo pro Pal, peraltro non autorizzato, si "limita" a questo. Partono le indagini. Il parlamentare di FdI Salvatore "Sasso" Deidda, tramite il suo legale, deposita due video a sostegno dell'accusa: immagini nette, inequivocabili, che documentano l'assalto alla sede dei meloniani.
Eppure, lo scorso gennaio, il pubblico ministero chiede l'archiviazione. Una decisione che lascia sgomento il parlamentare meloniano, autore dell'esposto giocoforza contro ignoti. "Stiamo preparando formale opposizione spiega a Il Giornale perché non risultano delegate ulteriori indagini". Non solo l'archiviazione, dunque: non sono previsti ulteriori approfondimenti giudiziari. Il meloniano precisa: "Ci sono stati anche danni materiali ed è solo per un caso che la porta della sede fosse chiusa. Soltanto per questo non sono riusciti a entrare. Ma, più in generale, spero non ci sia la volontà di sottovalutare quanto accaduto, come per anni è avvenuto con il centro sociale Askatasuna", continua. "Fin quando le manifestazioni sono pacifiche tutto è consentito ma chi passa ad aggressioni, vandalismi e minacce va fermato subito", chiosa il deputato di FdI. Il nome del centro sociale torinese, protagonista delle violenze e degli scontri di piazza del 31 gennaio, riecheggia nelle piazze sarde. L'anno scorso, del resto, l'antiterrorismo in Sardegna ha avviato accertamenti sulla galassia anarco-insurrezionalista legata ai movimenti antifà e indipendentisti, riscontrando collegamenti diretti con la realtà torinese. C'è un filo, quindi, che potrebbe collegare il palazzo di Torino sito al termine di Corso Regina e le piazze calde della Sardegna. Askatasuna, non è più un mistero, è il riferimento europeo del mondo antagonista. Gli anarchici sono un'altra cosa. Ma in Fdi sono convinti che la galassia si muova con una "strategia coordinata". E per questo, secondo Sasso, i magistrati torinesi dovrebbero collaborare con quelli sardi e viceversa. In Sardegna, il movimento antifà si è riorganizzato in chiave indipendentista. Il modello è quello basco, quindi identitario. Al grido di "Sardegna repubblica" e di "a fora sas bases", gli indipendentisti hanno preso di mira le basi militari presenti in Regione. Gli ultimi episodi contro "l'occupazione" di quella terra riguardano una fabbrica di armamenti a Domusnovas, la Rwm. A giugno scorso, movimenti antimilitaristi come A Foras hanno organizzato una manifestazione vicino alla base di Decimomannu contro le esercitazioni. Il tutto era stato anticipato da una riunione intitolata "Contro le basi". Alla protesta sono seguite polemiche per via dell'utilizzo di un elicottero e dei fumogeni da parte delle forze dell'ordine.
Altre mobilitazioni, in autunno, hanno riguardato Olbia e Santa Teresa di
Gallura. In quel caso veniva contestata la presenza di soldati israeliani sull'isola. E le accuse vertevano contro le autorità italiane. La Sardegna sta diventando un "fronte" antagonista. E le impronte portano anche a Torino.