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Antifascismo assassino: pestato a morte giovane di destra

Era tra gli addetti alla sicurezza del collettivo Némésis davanti all'ateneo di Lione

Antifascismo assassino: pestato a morte giovane di destra
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In Europa nel 2026 in nome dell'antifascismo si può arrivare a massacrare un giovane di 23 anni. La Francia è scossa da quanto accaduto giovedì sera a Lione dove un ragazzo di nome Quentin D. è stato accerchiato e picchiato da un gruppo di antifascisti che lo hanno ridotto in fin di vita al punto che ieri mattina ha ricevuto l'estrema unzione ed è stata dichiarata la sua morte celebrale. Tutto è iniziato con una conferenza organizzata a Science Po a Lione con la presenza di Rima Hassan, la radicale eurodeputata di La France Insoumise, il partito di Mélenchon. Fuori dall'evento si è svolta una protesta pacifica del collettivo femminista identitario Némésis presieduto da Alice Cordier che ha esposto uno striscione con lo slogan "Fuori gli islamo-gauchiste dalle nostre università" a cui hanno partecipato 5/6 ragazze del collettivo e alcuni giovani volontari per garantirne la sicurezza nel caso in cui le attiviste fossero state prese di mira, cosa che è puntualmente avvenuta.

Diversi appartenenti ai gruppi antifascisti si sono infatti opposti alla presenza del Collectif Némésis trascinando a terra e mettendo le mani al collo a una delle ragazze (come si evince da alcuni video pubblicati sui social). La situazione è degenerata quando Quentin D. e un altro giovane che garantivano la sicurezza delle attiviste sono stati inseguiti e picchiati mentre lasciavano la zona. Il giovane prima è stato scaraventato a terra, poi ripetutamente preso a calci perdendo conoscenza ed essendo ricoverato per un'emorragia cerebrale. Nel corso della notte il quadro clinico è peggiorato ed è entrato in coma farmacologico venendo dichiarato in stato di morte cerebrale.

In un comunicato stampa, il collettivo Némésis individua una precisa regia politica dietro l'attacco: "Le nostre attiviste hanno riconosciuto tra gli aggressori un uomo di nome Jacques Elie Favrot, collaboratore del deputato di La France Insoumise Raphaël Arnault e membro attivo della Jeune Garde Antifasciste". La "Giovane guardia antifascista" è un gruppo fondato da Arnault, oggi deputato per la France Insoumise, nel 2018 e sciolto nel 2025 dal governo francese con il ministro degli Interni Bruno Retailleau che ha accusato il gruppo "di incitare ad atti di violenza contro individui, provocazioni che spesso hanno avuto conseguenze".

Dopo i fatti di Lione il Collectif Némésis ha lanciato una petizione per "Classificare gli antifascisti come organizzazione terroristica" che ha raggiunto in poche ore migliaia di firme: "All'indomani di un attacco di estrema gravità contro un giovane di 20 anni, Quentin, lasciato per morto per le strade di Lione da gruppi antifascisti di estrema sinistra, il governo deve assumersi le sue responsabilità e classificare il movimento antifà nella lista delle organizzazioni terroristiche".

Mentre sono numerose le reazioni politiche in Francia, dai Repubblicani al Rassemblement National a Reconquête!, tra i giovani francesi ed europei cresce una consapevolezza: oggi essere conservatori è sempre più pericoloso.

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