Aprono la crisi e poi scappano

Imbambolati. Impietriti come i bambini che hanno mandato in frantumi la vetrina di un negozio e poi fingono di non aver nulla a che fare col misfatto

Aprono la crisi e poi scappano

Imbambolati. Impietriti come i bambini che hanno mandato in frantumi la vetrina di un negozio e poi fingono di non aver nulla a che fare col misfatto.

I grillini, nel giorno del delirio da loro - e solo da loro - scatenato fanno finta di niente. Fischiettano. Dissimulano. Probabilmente qualcuno - i più spregiudicati - si stanno godendo lo spettacolo del governo Draghi in frantumi con gli storici popcorn di Matteo Renzi, senza comprendere che i titoli di coda dell'esecutivo coincidono esattamente con quelli del Movimento Cinque Stelle.

Se la giornata pentastellata di ieri dovesse essere un film - ci auguriamo che mai lo diventi - probabilmente si chiamerebbe «Apri la crisi e scappa». Al culmine del coraggio, non hanno nemmeno votato la sfiducia al premier, hanno preferito - più pavidamente -, astenersi pur stando in aula, per favorire il raggiungimento del numero legale. Ultimo e definitivo atto di una fase sgangherata e sconclusionata del Movimento fondato da Beppe Grillo (nel tondo).

Eppure, anche se hanno tentato di mimetizzarsi con la tappezzeria di palazzo Madama, il loro ruolo in questa tragicommedia è chiaro a tutti e non può essere sbianchettato.

Perché, nonostante il caos di ieri e il conseguente spappolamento della maggioranza di governo, non bisogna dimenticare chi ha scatenato questa folle crisi nel periodo più torrido - non solo dal punto di vista meteorologico - del nostro Paese. Chi ha appiccato l'incendio ha un nome ed un cognome: Giuseppe Conte. È lui, che in crisi d'astinenza da sondaggi, ha deciso di minare un governo che era nato nel nome dell'unità nazionale. È lui che ha innescato un effetto domino che probabilmente ha sorpassato le sue stesse aspettative. Da lui è partito il colpo di pistola che ha scatenato la guerra mondiale.

E scommettiamo che da domani - hanno già incominciato ieri -, gli incendiari grillini nasconderanno il lanciafiamme sotto il tappeto e si spacceranno per pompieri, faranno tardiva professione di responsabilità, fingeranno di non aver fatto nulla, terrorizzati dalla Borsa che scenderà e dallo spread che salirà rinnegheranno per l'ennesima volta se stessi.

Almeno, un tempo non lontano, avevano il coraggio del vaffa e lo rivendicavano. Erano sfascisti e gridavano, senza vergogna, per le piazze di tutta Italia, la loro voglia di sconquassare le istituzioni e la casta.

Erano partiti dall'ormai famosissima scatoletta di tonno e sono finiti a fare i pesci in barile.

Ma non serve una perizia calligrafica per comprendere che la firma su questa assurda crisi è quella dei Cinque Stelle.

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