Arriva il "boomerang" Dpcm. Adesso Conte è senza scudo

Una tempesta giudiziaria sarebbe pronta ad abbattersi sull'ex premier, che starebbe pensando di contendere a Di Maio la poltrona degli Esteri

Dopo lo sgambetto di Renzi la pesante caduta, ma non c'è tempo per riprendersi dallo stordimento per Giuseppe Conte, probabilmente ancora incredulo del fatto di non esser riuscito a racimolare in parlamento un numero di consensi tale da permettergli di aggrapparsi al timone del Paese per la terza volta con una maggioranza diversa.

Qualche accenno di nervosismo è stato possibile rilevarlo anche dal discorso di commiato tenuto dinanzi a Palazzo Chigi, con la magnifica cornice del tavolino che tanta ilarità continua a suscitare. Ma non solo la botta inattesa starebbe agitando il sonno dell'oramai ex premier. Secondo quanto riferito da "La Verità", tra i grillini sarebbe emerso che Giuseppi"ha paura". Un timore motivato da quelle che potranno essere le ripercussioni a livello giudiziario del suo operato in tempi di pandemia e di imposizione di regole tramite Dpcm che hanno di fatto esautorato il parlamento dalle proprie funzioni costituzionali. La nota"dittatura dei Dpcm", spesso e volentieri emanati in piena notte, starebbe per presentare il proprio conto al sedicente avvocato del popolo, o per lo meno questa è la sensazione che va per la maggiore tra i giuristi. Tanti gli esposti e le denunce, e nessun ruolo istituzionale che possa più far da scudo al Giuseppi nazionale. Come spiega il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, all'orizzonte dell'ex presidente del Consiglio si addensano nubi cariche di cause civili e fascicoli aperti, il più insidioso dei quali sarebbe quello su cui indaga la procura della Repubblica di Roma. Senza dimenticare le proteste messe in atto dai numerosi ristoratori che hanno subito i pesantissimi effetti di tali provvedimenti, al cui fianco si è schierato anche l’avvocato Marco Valerio Verni, legale della famiglia di Pamela Mastropietro nonché zio della studentessa romana barbaramente uccisa e fatta a pezzi a Macerata.

Dal punto di vista giuridico c'è già un importante precedente, datato dicembre 2020: incaricato di pronunciarsi circa lo sfratto di un negoziante per morosità, un giudice romano ha sentenziato che i Dpcm sono"viziati da violazioni per difetto di motivazione e da molteplici profili di illegittimità", pertanto risultano "caducabili". E questo per il fatto che i decreti presidenziali, di"natura amministrativa" e non certo "normativa", sarebbero stati da annullare. In sintesi, dato che i Dpcm "hanno imposto una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà" era d'uopo "un ulteriore passaggio in parlamento".

L'attacco a Conte arriva comunque da più parti. Il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre aveva esplicitamente parlato di atti "contro la Costituzione", il giudice emerito della Consulta Sabino Cassese aveva bollato come "fuori legge" il primo decreto firmato da Giuseppi. L'allora presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia spiegò che la Carta "non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali", ma prevede solo una "leale collaborazione" tra le istituzioni. Messaggio con un chiaro, anche se non direttamente citato, destinatario, anche se la diretta interessata smentì con forza tale ipotesi. Giuseppi starebbe puntando agli Esteri come Di Maio, anche se, vista la sua particolare situazione, le priorità e le preoccupazioni dovrebbero essere ben altre.

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