Arriva il no del vescovo. "È meglio un politico"

È giusto che il presidente Sergio Mattarella "non reiteri" il suo mandato e si fermi al settennato come previsto dalla Costituzione

Arriva il no del vescovo. "È meglio un politico"

È giusto che il presidente Sergio Mattarella «non reiteri» il suo mandato e si fermi al settennato come previsto dalla Costituzione: «Il Parlamento è sovrano e ad esso spetta il compito di trovare una soluzione idonea». E la speranza è che «il futuro capo dello Stato sappia custodire e promuovere l'unità del Paese». La candidatura di Andrea Riccardi? «Credo che la politica, così fortemente colpita e devastata in questi ultimi anni, abbia bisogno di ritornare protagonista».

Nel giorno della prima votazione del nuovo presidente della Repubblica parla al Giornale monsignor Antonio Suetta, vescovo di Sanremo-Ventimiglia, tracciando un identikit del capo dello Stato che servirebbe in questo momento all'Italia.

«Dovrebbe essere un uomo assolutamente rappresentativo non solo dei valori costituzionali della nostra Repubblica che certamente rappresentano una priorità per tale istituzione dello Stato - afferma - ma anche una persona che incarni in maniera profonda, sia dal punto di vista della convinzione che della buona pratica, i valori a fondamento della nostra civiltà che ha radici giudaico cristiane. Mi riferisco sia alla tradizione della nostra patria, l'Italia, sia al suo naturale contesto europeo». Monsignor Suetta boccia l'ipotesi di un Mattarella bis. «Condivido profondamente quello che mi pare essere stato l'atteggiamento e la convinzione del presidente uscente Mattarella, ovvero che il settennato non sia reiterabile. Una scelta - prosegue - che non la attribuirei solamente a una ragionevole considerazione delle sue energie ma a una convinzione che condivido, ovvero che il servizio deve rimanere un unicum».

Bocciatura, da parte del vescovo di Sanremo anche alla candidatura di Andrea Riccardi, proposta dal centrosinistra. «Credo che la politica così fortemente colpita e devastata in questi ultimi anni - sottolinea - abbia bisogno di ritornare protagonista. Credo che sia un bene per la nostra collettività italiana e per la società intera uno scatto di incremento di positività, di fiducia, di impegno per quanto riguarda la politica, perché la politica intesa nel senso autentico del termine è il sale del nostro vivere sociale, senza nulla togliere all'apporto che nelle diverse istituzioni e nei diversi contesti altre esperienze significative e preziose possano portare. Ritengo che a livello di queste istituzioni fondamentali della convivenza civile e dell'assetto istituzionale, la politica debba ritrovare un ruolo dignitoso». Il prelato non esclude infine una donna al Quirinale. «Non ci sono problemi sul fatto che sia uomo o donna: l'importante è che la persona sia adeguata al compito. Sarebbe comunque una bella novità e donne capaci non ne mancano».

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