Arriva Xi Jinping: l'Italia si militarizza e protegge la Rete

Oggi visita blindata. Il governo impone la golden power sul 5G. E rassicura la Nato

Roma Città divisa in aree e bonificata, cecchini sui tetti del corteo presidenziale e unità cinofile al lavoro già da giorni. Roma si prepara alla visita di Xi Jinping. Ma anche la politica si appresta a ricevere in tutta sicurezza il presidente della Repubblica popolare cinese. In questo caso il rischio è l'adesione al memorandum che apre la strada all'adesione dell'Italia alla nuova Via della seta.

Tra le materie che fanno parte della Belt and Road initiative, il maxi piano di infrastrutture promosso da Pechino, c'è anche lo sviluppo della rete 5g. La Lega ha imposto al governo l'adozione della golden power, cioè della possibilità da parte dello Stato di controllare in caso di necessità una attività ritenuta strategica. La norma è stata inserita in un provvedimento approdato ieri al Consiglio dei ministri, il dl Brexit. In particolare si prevede il potere di veto del governo sugli acquisti da parte di imprese, pubbliche o private, che si occupano delle reti mobili ad alta velocità.

Il 5g è uno dei temi più sensibili del memorandum e il governo cerca di rassicurare Usa e Unione europea, preoccupati dall'accordo tra Roma e Pechino. Con la firma «la collocazione euroatlantica non si discute, alleanze che ci hanno garantito sicurezza, ci hanno offerto un ombrello di protezione a cui non rinunceremmo mai», ha assicurato il premier Giuseppe Conte che vedrà XI Jinping sabato a Villa Madama dove è prevista la firma del protocollo sulla Nuova via della seta.

La visita del presidente cinese inizierà oggi pomeriggio. Venerdi mattina ci sarà il primo incontro istituzionale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella poi la presidente del Senato Elisabetta Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico. Il tour europeo del leader cinese toccherà anche Palermo. La Sicilia non rientra nel percorso della nuova Via della seta, ma da anni si parla del porto di Augusta come un possibile approdo per le merci cinesi.

Xi Jiping in un articolo pubblicato ieri dal Corriere della Sera ha auspicato un accordo che vada oltre il commercio. Un «patto strategico» con l'Italia. «Siamo pronti insieme alla controparte italiana, a sviluppare ulteriormente il partenariato strategico globale, a stringere maggiormente i legami ai massimi livelli e a rafforzare la cooperazione a tutti i livelli tra i nostri governi, parlamenti, partiti ed enti locali». Poi una «idea di interconnessione e connettività», della quale facciano parte «settori come la marina, l'aeronautica, l'aerospazio e la cultura».

Ma anche i contenuti del Memorandum sulla Via della Seta sono stati modificati, a poche ore dalla firma dell'intesa. In particolare quelli relativi ai porti, agricoltura e finanza.

L'attenzione in Europa resta alta, come dimostrano le bozze delle conclusioni del Consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles e avrà come oggetto proprio i rapporto con la Cina. L'Ue, si legge nel documento, deve «salvaguardare i suoi interessi alla luce delle pratiche sleali di Paesi terzi e investimenti che minacciano la sicurezza o l'ordine pubblico». I governi dovrebbero impegnarsi a fare «pieno uso degli strumenti di difesa commerciali, delle nostre regole sugli appalti pubblici e del quadro sul monitoraggio degli investimenti esteri in Europa».

Al Consiglio dei ministri di ieri è approdato anche il decreto sblocca cantieri, oggetto di un confronto serrato tra Movimento cinque stelle e Lega. In particolare il partito di Matteo Salvini ha chiesto di inserire nel provvedimento alcune parti del decreto Tria. Cancellata dal decreto la mini sanatoria edilizia che nei giorni scorsi ha creato attriti nel governo.

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