Asili solo per bambini tedeschi. Polemica in Alto Adige: "È pulizia etnica"

La campagna del movimento secessionista: "Priorità per i bambini tedeschi negli asili tedeschi". Verdi all'attacco: "Prefazione di pulizia etnica"

Asili solo per bambini tedeschi. Polemica in Alto Adige: "È pulizia etnica"

Una nuova pesante campagna della Süd-Tiroler Freiheit sta dividendo l'Alto Adige. Nei giorni scorsi gli indipendentisti della provincia autonoma di Bolzano hanno affisso un manifesto a dir poco provocatorio per sponsorizzare gli asili solo per bambini tedeschi. I Verdi lo hanno subito catalogato come "una prefazione di pulizia etnica".

Il tema della presenza di bambini non di madrelingua tedesca che frequentano asili tedeschi è ritornato in auge nelle ultime settimane. I cartelloni, che sono stati affissi soprattutto negli spazi appositi alle fermate degli autobus, raffigura un bambino con una penna in mano e la scritta: "Priorità per i bambini tedeschi negli asili tedeschi". Ovviamente, lo slogan è in lingua tedesca. Per il movimento secessionista sudtirolese, che punta alla separazione dell'Alto Adige dall'Italia, si tratta di un diritto fondamentale della popolazione di lingua tedesca in Sud Tirolo, mentre per i Verdi altoatesini non è altro che "pulizia linguistica".

In sei asili tedeschi a Bolzano, secondo i dati forniti dalla Süd-Tiroler Freiheit in conferenza stampa, più del 50% dei bambini non è di madrelingua tedesca. In un asilo di Merano si arriva al 70%. Recentemente mamme e papà sono stati sottoposti a colloqui per testare il loro livello di conoscenza del tedesco e, poi, invitati a iscriversi a corsi di seconda lingua e a non iscrivere i figli alla materna tedesca. Anche la giunta provinciale aveva deciso di centralizzare le iscrizioni alle scuole materne per "impedire o limitare l'affollamento da parte di bambini non tedeschi". "Solo il 10% dei bambini di madrelingua tedesca è iscritto agli asili tedeschi perché i posti sono occupati da stranieri e italiani", commenta il leader del movimento popolare Sven Knoll ricordando che "la lingua tedesca è un diritto fondamentale per chi è di madrelingua".

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