Nonostante la lentezza, le indagini sul disastro di Crans-Montana proseguono. Ieri è stata data notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di altre cinque persone: il sindaco della località sciistica svizzera Nicolas Féraud; Kévin Barras, consigliere in giunta con incarichi sulla sicurezza, oggi deputato supplente nel Parlamento vallese; Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter, tutti con passate o attuali deleghe sui controlli tra Crans e Chermignon, municipio poi annesso al primo. Ma stanno emergendo anche dettagli tecnici fondamentali dalle indagini, specialmente per quanto riguarda la schiuma utilizzata nel 2015 durante i lavori di ristrutturazione.
Il quotidiano svizzero “24 Heures”, infatti, riferisce che nei giorni scorsi Jacques Moretti, indagato insieme alla moglie Jessica per il disastro de Le Constellation, di cui sono gestori, avrebbe consegnato spontaneamente una fattura alla polizia di Sion, relativa all’acquisto della schiuma anti-rumore da un fornitore localizzato nella Germania dell’est. Una prova spontanea che, però, smentisce il racconto fatto dallo stesso Moretti durante l’interrogatorio, quando riferì di aver acquistato la schiuma in un rivenditore specializzato di Riddes, nel Canton Vallese. La ragione per la quale sia stata inizialmente fatta una ricostruzione non vera non è nota e ora gli investigatori dovranno andare a fondo in tale direzione per capire di più. È probabile che Moretti abbia deciso di affidarsi a un venditore esterno alla Svizzera per pagare meno, approfittando dei costi notoriamente inferiori per le forniture in Germania.
Il prodotto acquistato da Moretti, per un totale di 1360 pannelli di schiuma, avrebbe avuto un costo complessivo di 13.464 euro. Il quotidiano svizzero che per primo ha avuto questa informazione riferisce che nelle versioni archiviate del sito del fornitore, la descrizione corrispondente ai pannelli che sarebbero stati acquistati da Moretti indicherebbe un materiale “non infiammabile” e “autoestinguente”.
Ovviamente, tutto questo dovrà essere verificato e accertato in sede di indagine dalla procura di Sion, che infatti ha presentato a fine febbraio una richiesta urgente di assistenza giudiziaria internazionale alle autorità tedesche. L’obiettivo è quello di proseguire le indagini per determinare le proprietà esatte dei materiali e i dettagli inerenti la transazione economica.