L'asse tra ProPal e centri sociali si salda in modo ancora più netto. L'associazione di Mohammad Hannoun (nella foto), in carcere con l'accusa di essere il vertice della cupola di Hamas in Italia, ha aderito al corteo di sabato a supporto degli abusivi di Askatasuna che ieri hanno occupato la sede delle facoltà umanistiche. Il comunicato congiunto dell'Api (l'associazione del giordano filo Hamas), con la rete di "Torino per Gaza" e i "Gpi" (coloro che hanno indetto una piazza che inneggiava al 7 ottobre a Bologna) parla chiaro: "Lo sgombero di Askatasuna è parte della risposta repressiva del governo a un movimento popolare, trasversale e determinato. Assistiamo a una vendetta fatta di sanzioni amministrative, misure cautelari, richieste di deportazione, accuse di terrorismo, sgomberi di spazi sociali". Tra le sigle figura anche Nur, creata dal musulmano Brahim Baya, l'amico di Davide Piccardo che esaltava la vita del terrorista Yaya Sinwar.
Il punto però sono i motivi per cui si mobilitano: siamo davanti a un mix incomprensibile che varia dalla cosiddetta causa palestinese, passando per il contrasto alla spesa militare, fino alla difesa dell'abusivismo come nel caso di Askatasuna. Poi, ogni tanto, spuntano temi come il welfare o i salari.
Eppure, non c'è nessuna repressione in atto, a differenza di quanto sostengono, visto che assistiamo a centinaia di cortei l'anno, promossi persino da sigle che portano il nome di persone come Hannoun che, con i suoi soci, avrebbe dirottato milioni di euro raccolti con la scusa della beneficenza destinandoli ai terroristi di Hamas. Soggetti ritenuti fiancheggiatori del terrorismo, che, in una sorta di scenario surreale, vogliono impartire lezioni di democrazia.
E, a proposito di prospettive surreali, sembra che i fan della Flotilla non vogliano arrendersi. Venerdì, sempre nel capoluogo piemontese, si terrà l'evento organizzato da "Intifada studentesca" e "Torino per Gaza" dal titolo "all'arrembaggio. La Global Sumud Flotilla riparte. Il genocidio a Gaza non si è mai fermato. La lotta continua". L'appuntamento è previsto per le 18.30 a Palazzo Nuovo con Tony La Piccirella, skipper barese che si è già imbarcato, e Patrick Zaki, nuovo testimonial.
Proprio a Palazzo Nuovo, che è stato preso d'assalto dal centro sociale per contestare la decisione del rettorato di chiuderlo per due giorni, impedendo così che si svolgesse un evento musicale contro lo sgombero di Askatasuna: "La rettrice chiude, noi apriamo. Se l'università sceglie il controllo, noi scegliamo il conflitto. Palazzo nuovo è occupato".