Audi gialla, braccati gli albanesi «sbagliati»

Uno dei «sospettati» si costituisce: «Mi state dando la caccia, ma io non c'entro niente»

Nino MateriEcco, buttiamola sul ridere. Che forse è meglio. Da una settimana circola in rete (e quindi nelle redazioni di tutti i giornali d'Italia) la foto di tre albanesi, prontamente bollati come «quelli della banda dell'Audi gialla». L'inafferrabile RS4 che sfreccia a «260 km orari in contromano sul passante di Mestre», roba che neppure Holer Togni al culmine della carriera. Il «selfie» dei tre presunti (molto presunti) banditi che «rapinano, sparano e terrorizzano il Nord est» finisce sui cruscotti di tutte le auto di polizia e carabinieri e perfino sul «parabrezza» degli eleicotteri che dall'altro perlustrano la zona a caccia della «venturra fantasma», più imprendibile della Jaguar nera di Diabolik. Oggi, dopo tanto indefesso impegno, si scopre che i tre albanesi non c'entrano niente con la supercar color canarino. Uno dei tre stranieri che si è riconosciuto nell'immagine pubblicata da siti e giornali ieri si è «costituito» alla questura di Torino, facendo - umilmente - presente che lui, al massimo, viaggia a scrocco sugli autobus e che un bolide come l'Audi RS4 non l'ha mai visto neppure sulla copertina di AutoSprint. Il giudice, dopo aver verificato le sue dichiarazione, ha disposto nei suoi confronti un decreto di espulsione: ma non per la storia delle scorribande criminali tra Venezia, Padova, Treviso e Vicenza, bensì per mancanza del permesso di soggiorno. Anche la polizia ha ora accertato che l'uomo non può avere responsabilità nelle rapine compiute in Veneto, in quanto «è sempre stato a Torino». L'albanese, A.P., 32 anni, ha potuto provare che in questo periodo è sempre stato ospite di un cugino che ha un'officina meccanica e che, a differenza di lui, è in regola con i permessi. Il suo volto era stato associato dal «popolo dei social» a quello di uno dei ricercati per la vicenda dell'Audi gialla. L'uomo, arrivato da Forlì, si è fatto accompagnare in questura da un avvocato torinese, minacciando (giustamente) anche di querelare quanti lo hanno «indebitamente associato a vicende criminali». Agli investigatori ha spiegato di conoscere anche le altre due persone immortalate con lui nella «foto dello scandalo»: due albanesi che, ha assicurato, oggi si trovano nel loro Paese (uno di loro sarebbe in carcere». Intanto anche ieri la riffa degli avvistamenti ha girato a mille. Tutti la vedono, ma nessuno l'acchiappa. Chi? Ma ovviamente lei: la quattro ruote, ormai più famosa della macchina 313 di Paperino. La Bat-mobile gialla ieri pare sia ricomparsa (fonte Il Gazzettino) «sfrecciando» - ovviamente - «ad altissima velocità» per via Schiavonia, la strada la strada che collega la strada Terraglio di Treviso con Casale sul Sile (Treviso): «È passata - giurano gli spettatori delle'ennesimo Gran Prix - quando il semaforo era ancora rosso e poi è scomparsa, ancora una volta, nel nulla».L'ultima confermata segnalazione della vettura ricercata risaliva all'altro ieri mattina a Volpago del Montello (Treviso). Questa volta l'avvistamento, a dispetto delle decine di riconoscimenti tutti poi rivelatisi falsi, è stata ritenuto concreto dai carabinieri che hanno inviato nella zona numerose pattuglie. L'inseguimento continua. Ormai, sempre più tragicomica.