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Austria, favorite le due destre Puntano alla grande coalizione

Basta governo tra opposti. Dopo le urne possibile alleanza tra i popolari e l'ex partito di Haider. Con il baby premier

Austria, favorite le due destre Puntano alla grande coalizione

Berlino - A 27 anni era diventato il ministro degli Esteri più giovane d'Europa e forse del mondo. Con le elezioni di oggi, Sebastian Kurz aspira a diventare il cancelliere più giovane d'Austria. La repubblica alpina va al voto per rinnovare il Parlamento e Kurz è il candidato favorito quale guida dell'Övp, il partito popolare. I sondaggisti accreditano la formazione conservatrice di oltre il 33% dei voti. In una gara tutta spostata a destra, nelle intenzioni di voto segue l'Fpö, l'ultradestra che fu di Jörg Haider, con almeno il 27% dei consensi. Il partito socialdemocratico (Spö) del cancelliere uscente Christian Kern sarebbe invece solo terzo con il 23%. Dati che segnalano come sotto la guida dell'imberbe capo della diplomazia, i popolari siano riusciti a scavalcare i socialdemocratici: nel 2013 l'Spö superò i popolari di 3 punti e i due partiti formarono l'ennesima grande coalizione.

A terremotare il quadro politico sono però intervenute le elezioni presidenziali dell'aprile 2016, celebrate in piena emergenza-profughi: al primo turno il candidato dell'Fpö otterrà il 35% mentre quello dei Verdi il 21%, con i candidati dei due partiti di governo umiliati all'11% ciascuno. Il ruolo del capo dello Stato in Austria è poco più che cerimoniale ma il voto popolare è stato chiarissimo: no alla grande coalizione e un massiccio sì alla destra dura e pura. Senza aspettare il secondo turno delle presidenziali, i socialdemocratici hanno cambiato cancelliere affidandosi a Kern, con la sua immagine di servitore dello stato lontano dalle logiche di partito. La presidenza della Repubblica è stata poi assegnata all'ecologista Alexander van der Bellen che ha vinto di misura sullo sfidante dell'Fpö in una gara molto sofferta. Grosse novità si sono poi prodotte sul fronte moderato: l'Övp ha rotto con i cugini della Cdu tedesca favorendo la strozzatura della via balcanica usata dai profughi mediorientali per muoversi verso l'Austria. Chiusa la porta in faccia ai rifugiati invitati in Germania da Merkel, Vienna ha poi adottato una legge per vietare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici. Oggi Kurz, che chiede anche la chiusura degli asili islamici, il taglio delle sovvenzioni ai residenti stranieri e che ha toni durissimi con il presidente turco Erdogan, passa all'incasso: la sua linea toglie voti all'Fpö. In crisi di identità e rosicchiati dai due partiti ecologisti (Verdi e Pilz) e da quello Liberale (Neos), i socialdemocratici se la passano male. Chiudendo la campagna elettorale, il cancelliere Kern ha ricordato l'antica gloria dell'Austria quale crocevia delle nazioni. Il clima politico sembra però favorire le politiche identitarie di popolari e Fpö, il cui leader Heinz-Christian Strache ha detto che «in alcune parti della società gli austriaci stanno diventando la minoranza».

Oggi gli osservatori scommettono su un governo fra Övp e ultradestra, la stessa coalizione che governò il paese fra il 2000 e il 2007.

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