Ma aver paura dei farmaci è una follia da Medioevo

 Grazie (non solo) alle medicine, l'aspettativa di vita in poco più di due secoli si è assai allungata

Ma aver paura dei farmaci è una follia da Medioevo

Vaccini per prevenire l'influenza: sono una benedizione di Dio soprattutto per gli anziani e per chi è costantemente a contatto col pubblico e rischia di essere contagiato spesso, e a propria volta di contagiare altri. Ci hanno smontato anche questa certezza, mai messa in dubbio per anni e anni. Si dà il caso che tre persone, sottoposte al trattamento in questione, siano morte. L'allarme, come è ovvio che sia in casi simili, è scattato immediatamente e tutti, diconsi tutti, i vaccini del genere sono stati ritirati per evitare ulteriori cattive sorprese. Una misura straordinaria, ispirata a prudenza, doverosa.

A questo punto non merita temere altri decessi, tre sono più che sufficienti a giustificare il provvedimento. Però la notizia, non essendo stata tenuta segreta, minaccia non solo di seminare il panico nella popolazione ma anche di incrementare la diffidenza, già notevole, verso qualsiasi vaccino. Negli ultimi tempi infatti molti genitori si rifiutano, per motivi inconsistenti (pregiudizio e disinformazione), di portare i bambini nei luoghi deputati a praticare, per esempio, l'antipolio. Sono persuasi che la poliomielite ormai non costituisca più un pericolo, essendo la malattia pressoché scomparsa nel mondo occidentale.

Lo stesso discorso vale per numerose vaccinazioni che, in altre epoche, erano considerate indispensabili per garantirsi contro virus invalidanti. La vicenda dell'antinfluenzale assassino rafforzerà quasi di sicuro una credenza popolare priva di fondamento: e cioè che la chimica (ogni farmaco in genere) sia qualcosa di negativo da cui stare alla larga perché fa male. C'è gente che ha paura a ingerire anche soltanto un'aspirina, figuriamoci medicinali più complessi nelle cui confezioni si trova il famoso bugiardino recante le cosiddette indicazioni e controindicazioni, un elenco impressionante di effetti gravi e meno gravi, ma tutti terrorizzanti.

La realtà è ben diversa. Grazie (non solo) alle medicine, l'aspettativa di vita in poco più di due secoli si è assai allungata. All'inizio dell'800 l'età media di chi tirava le cuoia era di 35 anni: oggi è circa 80. Mi sembrano bastevoli questi dati per comprendere che la chimica non è nemica, bensì amica dell'uomo. Il quale tra l'altro è fatto di chimica dalla testa ai piedi.

Non tutte le sostanze che assumiamo giovano alla salute, è pacifico. Ma aborrire i farmaci tout court è una forma di superstizione che induce all'autolesionismo; un preconcetto indegno delle persone civili. È assurdo che tre morti causate dall'antinfluenzale debbano spaventarci e alimentare psicosi irragionevoli, aprendo le porte a un nuovo oscurantismo. Avere fiducia nella medicina e nelle medicine non è una manifestazione di bigottismo scientifico, ma l'accettazione razionale della verità acclarata.

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