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Avevamo capito fin dall'inizio di non doverci fidare

Quella di Crans-Montana è la prima guerra nella quale è entrata la neutrale, imperturbabile Svizzera

Avevamo capito fin dall'inizio di non doverci fidare
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In questa storia slabbrata fin dall'inizio è stata subito evidente una cosa: che non c'è mai stata alcuna aspettativa da deludere. Gli svizzeri (questi svizzeri) si sono svelati dal primo istante accomodandosi con prepotenza dalla parte sbagliata di tutto. Il mancato controllo, la non ammissione delle colpe, la collaborazione inesistente, l'empatia irreperibile. E adesso la vergogna delle esorbitanti spese mediche sostenute dall'ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana, inviate all'Italia. Lo abbiamo detto subito dopo quella notte d'inferno e quell'alba di terrore che la gestione dell'intera, orrenda vicenda avrebbe dovuto fare i conti anche con una serie di lunghi, umilianti scontri e così è andata. Sappiamo bene che, su certe questioni, non siamo in grado di insegnare granché a chicchessia: siamo il Paese di Ustica, dell'inchiesta di Garlasco e di altri pasticci processuali che sarebbe perfino lungo elencare. Ma abbiamo più coraggio di guardare in faccia i nostri errori e siamo meno obliqui nell'ammetterli. Di norma è da questo che inizia il rimedio, dal ricalibrare i pesi e dal comprendere i torti. Gli svizzeri (perdonate la sommaria estensione) legati a questa tragedia non hanno fatto un passo indietro dai propri sbagli. Malgrado sia stato in una notte di festa tra le loro montagne che i nostri, i loro e ragazzi di altre nazionalità si sono andati a prendere una morte tanto assurda. E quelli che tra loro hanno avuto il bene di tornare a casa lo hanno fatto con il dolore impigliato addosso e una prospettiva già offesa.

Le prime parcelle sanitarie inviate nei giorni scorsi ai genitori di alcuni dei giovani coinvolti nell'incendio sono state solo un anticipo, per non dire già il seguito di una sequenza di prevedibilissime mosse. Quella di Crans-Montana è la prima guerra nella quale è entrata la neutrale, imperturbabile Svizzera. E, prevedibilmente, comprensibilmente l'ha già persa.

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