Gli azzurri sull'Aventino per protesta: "Una finanziaria che uccide il futuro"

Fi verso l'astensione: "Il governo offre mance invece che lavoro"

Gli azzurri sull'Aventino per protesta: "Una finanziaria che uccide il futuro"

Roma - Se la manovra è un fantasma che cammina, a votarsela siano i fantasmi che l'hanno varata. Verso questa aventiniana forma di protesta si sta orientando il gruppo di Forza Italia della commissione Lavoro della Camera che ieri ha denunciato in una nota le assurdità formali, prim'ancora che sostanziali, di questa seconda versione - riveduta e corretta dalla Ue - della manovra. Per la quale, aggiunge il vicecapo dei deputati, Roberto Occhiuto «nessuno vuol metterci la faccia: Tria, Di Maio e Salvini si nascondono. Noi chiediamo che ci svelino chi l'ha scritta, così può venire ad illustrarla in Parlamento...» .Dilemma che assilla ormai anche la vicepresidente di Montecitorio, Mara Carfagna, ansiosa di sapere «da dove vengono fuori le norme? Chi le scrive? Chi parla a nome del governo?».

Massima è la confusione sotto il cielo gialloverde. «Siamo stati chiamati ad esaminare per la seconda volta in fretta e furia una legge che ammazza il popolo e il futuro - scrivono i deputati azzurri -. Di Maio & company mettono le mani nelle tasche dei lavoratori in pensione bloccandone l'indicizzazione e illudono i giovani, offrendogli mance invece che posti di lavoro. Per questo non prenderemo parte al voto sulla manovra». Astensione che potrebbe dilagare anche nel voto conclusivo, previsto per dopodomani. «Questa legge di bilancio - aggiungono gli azzurri - è stata scritta sotto dettatura di Bruxelles nelle segrete stanze del governo, umiliando le Camere che ne hanno saputo di più seguendo i social dei vicepremier che non leggendo il testo di una manovra vuota e ancora tutta da redigere, benché annunciata trionfalmente dal balcone di Palazzo Chigi. Se Renzi voleva abolire il Senato, questa maggioranza ha esautorato l'intero Parlamento delle proprie prerogative, alla faccia della Costituzione e dell'onestà».

Le norme licenziate «a scatola chiusa» dal Senato in fretta e furia non sono neppure chiare e definite, e magari costringono il governo a precipitose retromarce, come nel caso del raddoppio della tassazione Ires agli enti non profit. «È una vittoria di Forza Italia e della nostra opposizione senza sconti al governo. Chi aiuta le persone in difficoltà deve essere incoraggiato, non penalizzato», esulta la vicecapogruppo dei senatori Licia Ronzulli, ricordando come «al Senato il governo abbia strozzato il dibattito e concesso soltanto poche ore per poter approfondire il testo della manovra. La maggioranza ci ha costretto a votare la manovra di notte e col voto di fiducia perché, come sospettavamo, aveva più di qualcosa da nascondere. Vigileremo affinché la norma che aumenta l'Ires alle associazioni di volontariato venga effettivamente tolta, non possiamo fidarci delle parole del governo». Sestino Giacomoni e Antonio Tajani invece rilanciano: «Se il governo modificherà già alla Camera la norma che aumenta le tasse al volontariato, Forza Italia eviterà qualsiasi forma di ostruzionismo».

«La retromarcia sulla sovrattassa sul volontariato è un bene - osserva Deborah Bergamini -, ma non dimentichiamo che tra 5 giorni le tasse saliranno al 42,5%. E francamente non capiamo come il governo possa aspettarsi di far crescere l'economia del Paese aumentando le tasse e incentivando le persone a non lavorare». La verità, ribadisce con sarcasmo l'economista Renato Brunetta è che «il professor Di Maio non sa quel che dice: ne ha combinate e dette talmente tante, in questi 7-8 mesi, che ormai ha perso qualsiasi credibilità». DA

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