Bagno di folla e baciamano ad Afragola Così Salvini ha oscurato il collega grillino

Prima l'omaggio insieme alle 29 vittime della tragedia di Rigopiano

Bagno di folla e baciamano ad Afragola Così Salvini ha oscurato il collega grillino

Roma C'è già chi li dà per «separati» a urne europee chiuse. Salvini e Di Maio starebbero preparandosi a un divorzio consensuale. Questo per il semplice fatto di essere nuovamente in campagna elettorale. E difficilmente, per un appuntamento elettorale come la scelta dei parlamentari di Strasburgo, identitario più che pragmatico, potrebbero correre uno a fianco all'altro. Quindi da oggi ad allora, ogni occasione è buona per farsi pubblicità, soprattutto se avviene a discapito dell'altro. E la giornata di ieri ne è un plastico esempio. I due arrivano praticamente a braccetto a Rigopiano, per la cerimonia in ricordo delle 29 vittime della valanga che due anni fa cancellò letteralmente un albergo. Che importa se poi in molti li accuseranno di speculare sulla tragedia altrui. L'importante è non lasciare la ribalta all'«avversario». I due non si sono sottratti all'invito da parte dei familiari delle vittime alla cerimonia del ricordo di fronte al totem eretto dove un tempo sorgeva l'albego. E preso dalla commozione il padre di Marinella Colangeli, una delle vittime, ha sussurrato rivolto ai due vicepremier: «Gazie, siete dei veri papà». Al suo arrivo Di Maio ha stretto la mano ad uno dei familiari delle vittime, Gianluca Tanda, dicendo: «Noi ci siamo». «La loro presenza - ha poi commentato Tanda, del Comitato vittime di Rigopiano, a margine della cerimonia - è fondamentale. Siamo stati noi a chiedere di incontrarli ancora. Lo Stato deve capire che c'è una parte delle istituzioni che sbaglia. Oggi siamo qui per ricordare i nostri cari, ma purtroppo questa giornata è sporcata dalla ricerca della verità». Dopo la deposizione dei fiori da parte dei parenti, c'è stato un minuto di silenzio; i ministri hanno poi voluto vedere il percorso della valanga andando lungo la strada che si trova alle spalle di ciò resta dell'hotel. Infine, un momento di preghiera, la deposizione di una corona e a seguire una processione, con 29 fiaccole accese, fino alla chiesa di San Nicola Vescovo a Farindola, per una messa.

La giornata di Salvini è poi proseguita a Napoli. Appena giunto a Capodichino, il ministro degli Interni ha avuto un colloquio privato con Gino Sorbillo, il titolare della celebre pizzeria oggetto di intimidazioni nei giorni scorsi. «Sorbillo ha energia - ha poi commentato Salvini all'uscita - ed è impegnato in tante iniziative. Visto che tra una settimana riaprirà gli ho chiesto una pizza e conto di andare presto a trovarlo». Dopo Capodichino, il bagno di folla di Afragola. Atmosfera decisamente meno composta di quella di Rigopiano. Per Salvini applausi, cori, ovazioni e persino un baciamano. Così Afragola, grosso centro dell'hinterland napoletano che da un mese vive una escalation di atti intimidatori a commercianti, ha accolto il ministro dell'Interno, che nel primo pomeriggio ha raggiunto il municipio per un incontro con il sindaco, Claudio Grillo, e i vertici delle forze dell'ordine. Selfie, strette di mano e abbracci con la folla che ha anche sfidato qualche scroscio di pioggia. In piazza Municipio si sono radunate almeno 500 persone che attendevano il ministro dopo le otto bombe carta, in meno di un mese. «Stiamo rivedendo l'assegnazione della scorta - ha detto Salvini- per vedere chi ha più bisogno e chi non ha più necessità di protezione, chi può prendere un taxi e chi può guidare la sua auto. Conto di fare più di quello che si è fatto finora».

E così la sfida mediatica a distanza tra i due vicepremier si è risolta nell'ennesima vittoria di Salvini.

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