Prima il bagno di folla e poi il voto con Bill: "Farò del mio meglio"

Ultimo comizio con Obama e Springsteen Provata ma convinta della sua vittoria

New York - L'aereo di Hillary Clinton atterra alle tre e mezza di martedì mattina nel piccolo terminal privato di White Plains dopo il rush finale della candidata democratica attraverso quattro stati per convincere gli indecisi, e una manciata di ore dopo l'ex first lady è di nuovo in pista. Questa volta diretta alla Douglas Grafflin Elementary School di Chappaqua, la località a Nord di New York dove ha la residenza, e dove insieme al marito Bill si reca per votare. Inizia così la lunga giornata dell'Election Day per la candidata democratica: Hillary appare serena, ma il suo volto tradisce la stanchezza dei 18 lunghissimi mesi di campagna elettorale dura e velenosa, la peggiore della storia americana, come è stata definita.

«Farò il mio meglio se avrò la fortuna di vincere. Così tanta gente dimostra come oggi il voto sia importante per il futuro del Paese, così tante persone puntano sul risultato di queste elezioni», dice la Clinton alla folla di sostenitori che accoglie l'ex coppia presidenziale fuori dal seggio di Chappaqua, la località dove si trova la casa del famigerato server di posta elettronica privato che tanti guai le ha creato. Qui, nella contea di Westchester, Hillary ha preso residenza per presentarsi come candidata al Senato per lo stato New York, mandato esercitato tra il 2001 e il 2009. L'ex segretario di Stato si dice «incredibilmente felice», mentre il marito Bill spezza la tensione con una battuta, affermando di essere ansioso di diventare «first gentlemen», ruolo per il quale ha fatto «15 anni di pratica». La Clinton è galvanizzata dal maxi evento di lunedì sera a Philadelphia, dove davanti all'Independence Hall, l'edificio in cui venne ratificata la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti nel 1776, ha radunato quasi 40 mila persone, il record di folla di tutta la sua campagna elettorale complice la presenza del presidente Barack Obama, della first lady Michelle, e delle performance di Bruce Springsteen e Jon Bon Jovi.

Per l'Election Day, però, decide di appellarsi ad ogni arma in suo possesso, anche alla scaramanzia: è lei stessa a raccontare di essere superstiziosa. Per questo, spiega, nelle occasioni fondamentali «indosso sempre gli stessi braccialetti e la stessa collana». Anche Obama preferisce non tradire il rituale che gli ha portato fortuna in passato, e rispetta la tradizione della partita di basket con gli amici il giorno del voto, questa volta sul campo di basket dell'Army's Fort McNair, dove si presenta di buon mattino indossando abiti sportivi e cappellino da basket. La giornata di Hillary è lunga, e prosegue con una visita alla figlia Chelsea e ai nipotini, prima di recarsi a Manhattan per la lunga nottata elettorale, dove viene raggiunta dal numero due Tim Kaine dopo il voto in Virginia insieme alla moglie Anne Holton.

Come suo quartier generale la Clinton ha scelto la moderna e avveniristica struttura in vetro del Jacob Javits Center, nel West Side di Manhattan, sull'Hudson River. Una location simbolica, per rompere quel «soffitto di cristallo» diventando la prima donna presidente della storia americana. Dopo il bagno di folla con i fan, però, Hillary vuole inviare un ultimo, graffiante, messaggio al rivale Donald Trump. E lo fa, secondo i ben informati, scegliendo il Peninsula, hotel a cinque stelle sulla Fifth Avenue, per l'after party insieme alla famiglia e al suo entourage. Albergo che si trova ad un solo isolato di distanza dalla Trump Tower, quartier generale del suo acerrimo nemico.

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Commenti

Anonimo (non verificato)

swiller

Mer, 09/11/2016 - 11:00

Farò il meglio ma ché un sorbetto.