Bankitalia versa 9 miliardi allo Stato Visco: "Pronti a comprare più Btp"

Utile record, grazie alla spinta del Qe. E anche la Fed apre i cordoni

Bankitalia versa 9 miliardi allo Stato Visco: "Pronti a comprare più Btp"

Il bilancio più dolce nel momento più amaro. Servono come non mai quegli utili per 8,2 miliardi di euro realizzati nel 2019 dalla Banca d'Italia. Finiranno per gran parte nelle casse del Tesoro, cui è destinato un maxi-dividendo da 7,8 miliardi, il 32% in più rispetto all'anno prima, oltre a poco più di un miliardo da distribuire sotto forma di imposte di competenza. Saranno le uniche cedole distribuite da una banca, dopo che il sistema creditizio ha accolto le raccomandazioni della Bce di destinare i profitti al rafforzamento patrimoniale. Un atto dovuto e inevitabile, perché quasi nove miliardi sono ossigeno puro nel momento in cui si fatica a sostenere, attraverso la liquidità, le imprese e le famiglie messe in ginocchio dal coronavirus e tardano ancora ad arrivare le risposte a livello europeo.

E se la Federal Reserve offre nuovi contrafforti a riparo dallo choc pandemico, accettando da ieri dalle altre banche centrali buoni del Tesoro Usa in cambio di dollari, anche Bankitalia è in prima linea per combattere un nemico che, secondo il governatore Ignazio Visco, «avrà un impatto ampio e profondo sul sistema economico-finanziario del Paese». Per questo l'istituto è pronto a «esplorare tutte le opzioni» per combattere l'emergenza. «Nell'ambito del nostro mandato - ha chiarito il numero uno di via Nazionale - siamo disposti ad aumentare il volume degli acquisti, a modificarne la composizione e a esplorare tutte le possibili opzioni. Non si tollereranno impedimenti tali da compromettere l'efficace trasmissione della politica monetaria». Insomma, più Btp in pancia, una strada percorribile grazie anche alla decisione della Bce di comprare titoli oltre il limite del 33% del debito di ogni singolo Stato e alla possibilità che l'Eurotower si è data di sospendere temporaneamente la regola della capital key. D'altra parte, il record di utili dello scorso anno è stato garantito proprio dal quantitative easing che ha contribuito a portare a quota 41 miliardi il risultato lordo degli ultimi cinque anni, di cui 21 miliardi (oltre a sei di imposte) «dirottati» allo Stato.

Le decisioni di Bankitalia hanno comunque avuto scarso impatto sui mercati (Milano +0,46%, spread Btp-Bund a 196 punti), così come l'ultima mossa della Fed tesa a consentire alle banche centrali estere, a partire dal prossimo 6 aprile, un più facile accesso alla liquidità in dollari.

Hanno semmai pesato le previsioni fosche di Goldman Sachs sull'economia statunitense, destinata a un crollo del Pil nel corso del secondo trimestre del 34%, mentre la disoccupazione balzerà al 15% entro la metà dell'anno. La banca d'affari ritiene però che la ripresa nel terzo trimestre sarà molto più forte con un tasso di espansione al 19%. L'anno dovrebbe però chiudersi con una profonda contrazione: un -6,2% che è di tre volte superiore al calo registrato nel 2009 a causa della crisi dei mutui subprime.

Alla recessione non sfuggirà comunque nessuno. Standard&Poor's ha fatto calare ieri la scure sulla crescita globale: sarà appena dello 0,4% contro il +3,3% stimato prima della pandemia.

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