La base del M5s furiosa coi vertici: siete dei buffoni. I ribelli: astensione

In rete i militanti si scatenano contro il Garante, Crimi e gli altri big: traditori. Lannutti: Draghi è incompatibile. I "governisti": non voteranno la fiducia di sicuro in 20, forse anche molti di più

La base del M5s furiosa coi vertici: siete dei buffoni. I ribelli: astensione

Ecco cosa succede quando la democrazia diretta viene disdetta. Non basta più nemmeno la parola di Beppe Grillo, l'imposizione delle mani dell'Elevato stavolta non è sufficiente ad arginare la piena della base in rivolta. Evidentemente il rinvio del voto su Rousseau e le battute su Mario Draghi «grillino» sono troppo perfino per chi, in questi anni, si è abituato a digerire ogni mutazione repentina. Gli attivisti dicono basta, non potendo dire «No» sulla piattaforma. E gli scissionisti preoccupano. Al momento il pallottoliere segna una ventina di parlamentari tra Camera e Senato pronti a dire No alla fiducia in Parlamento.

«Ma potrebbe essere solo la punta dell'iceberg», avverte un governista preoccupato. In mattinata arriva l'ufficialità del rinvio della consultazione su Rousseau. Due righe sul Blog delle Stelle firmate dal malcapitato Vito Crimi. Il post è sommerso dalle critiche. Nel partito dove uno valeva uno, la base si rivolta contro gli eletti. «Il M5S dovrebbe astenersi dalla fiducia a Draghi o votare No!», scrive Ulisse. Si nota subito lo spread tra i militanti grillini e l'ex banchiere Draghi. Un altro scrive: «Paragonato a Maradona, Pelé, allo Spirito Santo, a Mandrake, a Cavallo Pazzo, a Telespalla Bob. Voglio vedere cos'altro si inventeranno i giornalisti per santificarlo subito. Sti c***i no?» In tanti sbarrano la strada a Draghi senza mezze misure: «I rappresentanti delle banche devono stare lontani dai palazzi del governo senza se e senza ma». Nella pancia grillina pensano di trovarsi davanti a «una figura incompatibile con il Movimento». Quindi l'invito: «Non mischiamoci con queste strategie di potere e difesa di poltrone». Un centinaio di attivisti in un documento chiede ai parlamentari M5s di non appoggiare Draghi. Scorrendo i commenti sul Blog, l'impressione è di una prevalenza dei critici. Va peggio su Facebook, sotto il video di Grillo in cui si annuncia il congelamento di Rousseau. «Veramente un buffone, avete perso tutta la vostra credibilità», gli scrive un utente. E ancora: «Il migliore pezzo comico di Grillo. Peccato che sia involontario». Fino ad arrivare a chi strappa metaforicamente la tessera: «Ciao Beppe, hai tradito un sogno». Non va meglio a Crimi. Impietosi i commenti sulla sua performance a Di Martedì su La7. Eccone uno: «Sei troppo stupido Crimi, neanche un discorso semplice sai fare». E un altro: «Siete una barzelletta».

Per non parlare dei ribelli. Che credono in un ribaltamento della linea ufficiale attraverso Rousseau. Perciò insistono sull'inserimento dell'opzione dell'astensione nel quesito. I reduci del V-day su Zoom vogliono battere il ferro finché è caldo. La senatrice Barbara Lezzi è la leader parlamentare dei frondisti. Lezzi insiste sull'astensione e durante la call V-day dice: «Stando dentro il M5s sarebbe succube di Mario Draghi». Duro il senatore genovese Mattia Crucioli che a caldo definisce «imbarazzante» il video di Grillo. Al V-Day di martedì notte sono intervenuti anche i senatori Elio Lannutti e Bianca Granato e il deputato Andrea Colletti. Oltre a Cabras che ha definito Draghi «curatore fallimentare». Crucioli in un lungo post su Facebook intitolato «Requiem per la democrazia diretta» attacca il garante su tutta la linea. Ma la conclusione è rivelatrice, così come rivelatore è stato il silenzio di Di Battista dopo la domanda precisa di Scanzi sulla scissione. Crucioli si congeda così: «La bandiera del Movimento è stata ammainata e occorrerà ripartire da zero». Tra i più arrabbiati c'è il senatore Elio Lannutti, pronto a uscire. Così Lannutti durante il V-Day: «Credo che gli interessi di Draghi, della finanza tossica, del neo-liberismo dittatoriale, delle agenzie di rating siano incompatibili con il M5s, che fu fondato da Beppe e da un visionario mite che si chiamava Gianroberto Casaleggio, e che forse da lassù ci starà scomunicando». Granato invece definisce «ammucchiata» il nuovo governo e «golpisti» i renziani. Cabras non esclude la scissione parlando con l'Adnkronos. «Una scissione - dice Cabras - non è da escludere. Non è indifferente dire sì o no a Draghi. Significa dismettere le nostre battaglie storiche».DDS

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