Cronache

Basta fango su un orgoglio nazionale

Non vi permettete. Giù le mani dagli alpini

Basta fango su un orgoglio nazionale

Non vi permettete. Giù le mani dagli alpini. Perché spacca il cuore dover vedere il caporale Luca Barisonzi, rimasto paraplegico in Afghanistan per i colpi di un terrorista islamico mentre il suo commilitone Luca Sanna perdeva la vita, costretto a difendersi. A spiegare l'ovvio e cioè che «non bisogna generalizzare», perché «noi siamo portatori di valori». E «noi» sono quegli alpini che in un soffio sono passati dall'essere il frutto più bello della nostra terra, all'infamante accusa di essere dei volgari violentatori. Sia ben chiaro che qualunque anche minimo caso di stupro va documentato e i suoi autori condannati, proprio perché con l'aggravante di essere alpini, alla più severa delle pene. Ma, appunto, i casi vanno denunciati e provati. E va dimostrato che i suoi autori fossero effettivamente alpini e non delinquenti che hanno approfittato della grande festa delle penne nere per scatenare i loro istinti peggiori. Come del resto è successo negli ultimi capodanni in Piazza Duomo a Milano, dove gli stupratori si sono confusi tra la folla e nessuno ha mai pensato di dare dei violentatori a tutti i milanesi e chiesto di abolire le prossime feste in piazza. E così anche per Rimini, così come si sta facendo a Milano, si documentino i reati e si perseguano i responsabili, lasciando stare gli 80mila alpini che anche quest'anno hanno celebrato il loro sacro rito, cristiano e pagano in rappresentanza di una moltitudine di eroi che hanno dato la vita per la Patria e per la Patria continuano a dare il meglio di sé. E allora a chi chiede di sospendere la loro parata, verrebbe da chiedere se siamo disposti a rinunciare per altrettanto tempo a tutti i servigi che le penne nere offrono quotidianamente e gratuitamente a chi è in difficoltà. La Protezione civile, gli aiuti ai portatori di handicap e agli indigenti, le raccolte d fondi per le più disparate iniziative di solidarietà, le scuole aggiustate e i parchi giochi per i bimbi. E, non ultima, la campagna contro il Covid che li ha visti erigere in un attimo centri vaccinali e ospedali d'emergenza con calma e serenità marziale, mentre il resto del Paese era nel panico. Guidati da quel generale Francesco Figliuolo che abbiamo eretto a eroe nazionale e che nessun sospetto di molestia sessuale potrà mai far cadere da quel piedistallo che gli dobbiamo. E su cui deve continuare a stare con orgoglio, insieme a tutti i meravigliosi alpini.

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