Basta sanzioni: rischiamo un inverno al gelo

Per l'Italia il gas della Russia è essenziale. Incrinare i rapporti con il Cremlino può portare interruzioni delle forniture: un errore che Renzi non può commettere

Basta sanzioni: rischiamo un inverno al gelo

Le ultime mosse della Germania e di Obama nella loro contesa ondivaga e spericolata con la Russia sono molto rischiose per l'Europa e per l'Italia in particolare, perché l'accerchiamento dell'orso russo, proprio ora che è finita l'estate, con la minaccia di nuove sanzioni ci può togliere il gas questo inverno. La Russia con gli zar e con i sovietici ha sempre sconfitto gli avversare con il «generale inverno» Napoleone, fu sconfitto nel gelo della Beresina. E solo la cavalleria napoletana dei dragoni di Murat salvò la ritirata dal disastro totale. L'armata tedesca di Hitler fu bloccata d'inverno nella sua avanzata in Russia con i carri armati che slittavano sul ghiaccio. Gli alpini con le slitte furono fra i pochi a salvarsi in gran parte. Molti di loro e molti altri dei nostri militari non sono più tornati da quella guerra senza ragione.

Sino ad ora le sanzioni hanno danneggiato più i consumatori russi e i nostri agricoltori e albergatori che i nostri industriali, perché i russi non hanno ricevuto i nostri ortaggi e la nostra frutta fresca e il loro turismo sui nostri mari e nei nostri monti soleggiati si è ridotto. Ma le nostre imprese turistiche ne hanno risentito, come mostrano i dati negativi di Federalberghi sul turismo in questa stagione, che non è stata danneggiata solo dal tempo cattivo ma dai minori arrivi dall'Est. E non si può ignorare che la deflazione in Europa e in particolare in Italia è stata in parte provocata dalla repentina riduzione degli scambi della Russia con noi e con i paesi europei a essa collegati. Da sempre l'industria dell'Italia ha i suoi principali mercati verso l'Est. Il prezzo del petrolio e del gas, sino ad ora anche nei futures , sono stati in flessione nonostante i problemi creati dal disordine nel Medio Oriente e in Libia, perché le forniture di gas russo non sono state intaccate dalla guerra civile in Ucraina in cui l'Europa a guida tedesca ha dimostrato di non avere alcuna politica coerente, efficace e tempestiva, mentre Obama ha ondeggiato.

In effetti l'economia europea è in ribasso, perciò il consumo di elettricità e di benzina e gasolio non va secondo le aspettative e la produzione di elettricità nelle punte estive con i turbo gas è diminuita. C'è una capacità di raffinazione di grezzo inutilizzata e una capacità produttiva inutilizzata nelle centrali termoelettriche. Ma in inverno entra in funzione la domanda di gas per il riscaldamento che si aggiunge all'incremento di fabbisogno elettrico per illuminazione, trasporti industriali e produzione. Ed è a questo varco che ci può attendere il generale inverno dell'orso russo. I gasdotti dalla Russia per noi sono essenziali. E noi siamo nella parte terminale dei tubi, in quanto prima essi passano per gli stati vicini alla Russia. Le nostre imprese potrebbero subire interruzioni improvvise di forniture di variabile durata. E rischio di ciò aggravato dalla debole posizione con Mosca di Renzi, e della Mogherini rappresentante dell'Europa.

La linea negativa verso gli Usa di Renzi e Mogherini per la produzione di aerei militari da parte di Finmeccanica in collaborazione con gli americani ha indebolito la nostra relazione con Washington, riducendo la nostra possibilità di fare i mediatori con Putin. Berlusconi aveva ottimi rapporti sia con Putin sia con gli americani e con i leader nordafricani. Ciò gli dava una possibilità di svolgere un ruolo attivo prezioso, in un frangente come questo. Ora siamo a rimorchio degli altri. Ciò anche perché Renzi ha cambiato i vertici di Eni ed Enel, due avamposti preziosi per le politiche del petrolio e del gas, nei rapporti con la Russia oltreché con Libia, Medio Oriente e Usa. E anche su questo lato, c'è una perdita di «rapporti privilegiati» dell'epoca berlusconiana.

Occorre una politica più realistica nella vertenza Ucraina. Ci sono premesse ampie per la pace. Le sanzioni non sono mai servite ad altro, che a sostituire il protezionismo al libero scambio e alla cooperazione fra i popoli.

E mentre gli anglo americani producono ed esportano petrolio e gas, noi li importiamo e rischiamo di trovarci a pagare per gli altri. Renzi abbia il coraggio di consultare Berlusconi, che si è messo a disposizione per rendere un servizio al paese e all'Europa, pur avendo sino ad ora ricevuto, in entrambi i casi, un trattamento persecutorio, del tutto ingiustificato.