L'ordinanza della corte d'appello che ha dichiarato la nullità relativa della condanna al cardinale Angelo Becciu e agli altri imputati nel processo sui fondi della Segreteria di Stato ha fatto invecchiare male l'editoriale pubblicato nei media vaticani il 30 ottobre del 2024 per bistrattare le lamentele delle difese. Contrariamente a quanto hanno stabilito ora i giudici del Papa, vi si sosteneva che c'era stato un "processo giusto e trasparenza". Becciu, pur sempre un cardinale, aveva dovuto sopportare persino quell'attacco pubblico della comunicazione ufficiale della Santa Sede. Oggi si prende la sua rivincita morale. In questi giorni il telefono è bollente e i messaggi di vicinanza dei suoi confratelli, già numerosi in precedenza, si sono raddoppiati. Il cardinale, però, si gode soprattutto l'abbraccio spirituale dei tanti fedeli comuni che sin dall'inizio lo hanno ritenuto vittima di un'ingiustizia. In particolare, la diocesi di Ozieri che con un messaggio del vescovo Corrado Melis guarda con fiducia al nuovo dibattimento "nella convinzione che, al termine del cammino, ciò che è vero e giusto troverà finalmente il suo riconoscimento". Ma soprattutto c'è la parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie al Trionfale dove l'ex potentissimo sostituto della Segreteria di Stato ha scelto di diventare ultimo tra i sacerdoti. Vicina ma lontana dagli ambienti ovattati della Curia, in questa chiesa il cardinale da anni passa ore ascoltando i penitenti nel confessionale. In questi giorni "caldi" per lui ha accettato di sostituire il parroco impegnato nelle benedizioni pasquali delle case. E così ieri pomeriggio il cardinale ha celebrato messa per i parrocchiani. L'omelia è rimasta nel perimetro nel Vangelo del giorno ma per chi era presente è stato impossibile non pensare alla sua vicenda personale quando ha ricordato che san Giuseppe, di cui si festeggiava la solennità, è anche il protettore degli innocenti. D'altra parte, Becciu ha gridato con forza la sua innocenza già all'indomani di quel drammatico faccia a faccia con Francesco del 24 settembre 2020 in cui venne privato del diritti relativi al cardinalato prima ancora di essere formalmente indagato. Il porporato ha lodato la figura del santo che, quando scopre la gravidanza della sua sposa, "obbedisce alla propria coscienza e non si lascia intimorire dal giudizio altrui". Un altro passaggio che ha evocato indirettamente la sua storia con anni di copertine, servizi e imitazioni intenti a descriverlo ingiustamente come un corrotto.
Intanto, in quello che fu il suo ufficio da sostituto in Segreteria di Stato, il successore monsignor Edgar Pena Parra si prepara a fare gli
scatoloni perché dalla Farnesina sarebbe arrivato l'ok alla sua nomina a nunzio in Italia da noi anticipata. Il Papa avrebbe già deciso chi prenderà il suo posto: monsignor Paolo Rudelli, attuale nunzio apostolico in Colombia.