Berlusconi: "Pnrr rilancia il Paese". Poi il messaggio sui 5s

L'ex premier è stato intervistato in occasione del 35esimo anniversario di Milano Finanza

Berlusconi: "Piazza affari e Pnrr per il rilancio del Paese"

Il rilancio dell'Italia passa da piazza Affari e dal Pnrr, purchè le risorse messe a disposizione dalla Ue vengano impiegate in interventi strutturali e non in spese assistenziali od operazioni atte a tamponare la crisi: questa una parte della ricetta per la ripresa del Paese proposta da Silvio Berlusconi.

Intervistato in occasione dei 35 anni di "Milano Finanza", il presidente di Forza Italia si dice certo del fatto che la borsa sia "il volano della ripresa economica". "Quello che conta è avere un sistema borsistico che consenta alle aziende di capitalizzarsi e ai risparmiatori di investire in modo sicuro e trasparente", spiega Berlusconi, secondo il quale i risparmi degli italiani potrebbero essere una fonte a cui attingere per uscire dalla crisi. "Il risparmio degli italiani è una grande ricchezza: sarebbe importante, anche tramite incentivi fiscali, convogliarlo nella ripresa e nello sviluppo del Paese", dichiara infatti il presidente di Forza Italia.

Finanza, risparmio e Recovery Fund sono per Berlusconi le chiavi di volta per un nuovo rilancio, "L'importante è che la finanza e il risparmio, nazionale ed anche internazionale, siano convogliati sugli investimenti e non in operazioni meramente speculative", aggiunge l'ex premier, "e questo si può favorire con una politica fiscale adeguata". Sul rimbalzo del Pil, invece, il presidente di FI spiega ritiene che "per renderlo strutturale bisogna impiegare le risorse del Pnrr, come il governo si è impegnato a fare, in interventi strutturali e non spese assistenziali o semplici operazioni tampone per dare un pò di ossigeno in situazioni di crisi. Bisogna anche affrontare", puntualizza, "le tre grandi riforme delle quali parlo da molto tempo: quella fiscale, quella della burocrazia, quella della giustizia".

Per quanto riguarda la politica, Berlusconi affronta la questione relativa al fronte dei cosiddetti "moderati". "La parola moderati si presta ad un equivoco", dichiara nell'intervista l'ex premier,"I moderati non sono coloro che non hanno opinioni forti, convinzioni profonde, passioni civili intense: sono coloro che con razionalità e concretezza, con rispetto degli altri e spirito critico, manifestano le loro convinzioni e sulla base di queste scelgono". E in un'ottica antisistema come si spiega il successo, già scemato, dei grillini? "Il voto al Movimento Cinque Stelle, dal quale siamo lontanissimi, nasceva però da motivazioni tutt'altro che ignobili o irragionevoli", precisa Berlusconi. "Nasceva dallo stesso disagio e dallo stesso fastidio per un certo tipo di politica per la quale è nata Forza Italia", aggiunge. "I Cinque Stelle non sono riusciti a dare una rappresentanza a questa Italia, ma hanno dato voce ad un disagio reale, che merita rispetto, attenzione, ed anche delle risposte".

Per quanto concerne le sue aziende, l'ex premier loda l'internazionalizzazione di Mediaset,"nella prospettiva della creazione di quel gruppo televisivo europeo che da sempre è nei nostri sogni e che oggi è un'assoluta necessità, per avere la massa critica e la dimensione necessaria per competere con i grandi player della produzione audiovisiva".

Alla crisi irreversibile dell'editoria, invece, Berlusconi non crede: "Bisogna che le grandi testate giornalistiche sappiano darsi un ruolo diverso dal passato". Le nuove forme di comunicazione devono spingere la stampa a "dare un significato, un filo conduttore e un vaglio critico alle notizie. Metterle per così dire 'in ordine', senza naturalmente imporre la propria verità, ma fornendo ai lettori gli strumenti per fare scelte consapevoli".

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