Berlusconi punta all'unità: "Il partito è aperto a tutti"

Il Cavaliere lancia segnali di pace per ricomporre la frattura con Fitto. E sul caso Lupi: "Una vicenda inaccettabile, non da Paese normale"

Berlusconi punta all'unità: "Il partito è aperto a tutti"

La tensione con i fittiani resta alta. I «Ricostruttori» sono pronti a dare battaglia sul territorio in vista delle Regionali, a cominciare dalla Puglia. I fedelissimi dell'ex ministro non escludono la presentazione di liste civiche anche altrove e i deputati Maurizio Bianconi e Pietro Laffranco starebbero già lavorando a liste autonome in Toscana e Umbria.

La partita, comunque, è tutt'altro che chiusa. Nel pranzo ristretto di giovedì Silvio Berlusconi ha ribadito di non voler chiudere la porta a nessuno e di lavorare per mettere insieme le varie anime del partito. E lo stesso comunicato firmato ieri dal coordinatore pugliese Luigi Vitali sembra andare in questa direzione. «Sulla questione delle candidature per le Regionali pugliesi voglio chiarire, spero una volta per tutte, che non ci sono preclusioni verso alcuno. Tutti coloro che desiderano candidarsi o ricandidarsi con Forza Italia sono i benvenuti, e non potrebbe essere altrimenti. Tutto ciò che sta in mezzo fra la proposta e l'accettazione è un filtro le cui maglie hanno la larghezza del buon senso, della logica e dell'ovvietà. Candidarsi in un partito, facendo la guerra a quel partito, è un paradosso inaccettabile in primo luogo per i nostri elettori». La condizione, insomma, è quella di riconoscere il ruolo di Vitali come referente nominato da Berlusconi, tenendo presente che spetta a lui l'ultima parola sulle liste. I fittiani, però, si attendono una mossa ulteriore e una presa di posizione direttamente dal presidente di Forza Italia, perché, spiegano, «la nostra è solo legittima difesa».

Dentro Forza Italia si guarda con attenzione anche verso un altro fronte: quello di Ncd. In molti si chiedono quali contraccolpi avranno sul tessuto del partito le dimissioni di Maurizio Lupi. Berlusconi è rimasto colpito dal caso e parlando con i suoi più stretti collaboratori non ha nascosto la sua indignazione per una «vicenda inaccettabile, non da Paese normale, con gli affetti più cari sbattuti sulle pagine dei giornali senza un minimo di rispetto o tutela». La partita politica, però, dentro Ncd è ancora tutta da giocare e l'evoluzione del travaglio interno al partito di Angelino Alfano - una sorta di grande fuga verso gli altri partiti di centrodestra - verrà monitorato con attenzione. Mariastella Gelmini, peraltro, a una domanda sulla possibilità che Maurizio Lupi possa essere il candidato del centrodestra a Milano non chiude affatto la porta. «Perché no, credo che Lupi abbia lavorato bene come assessore, ha lasciato un buon ricordo in Comune a Milano. Sono convinta che uscirà a testa alta da questa vicenda». Nel frattempo è Matteo Salvini che prova a lanciare un Opa sul partito alfaniano, mentre resta ancora da risolvere il rebus del Veneto visto che Fi per chiudere l'accordo pretende un vero asse nazionale con la Lega, che comprenda quindi anche Campania e Puglia.

Nel frattempo il partito prova a riavviare il motore del dibattito e a parlare di contenuti. E con Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Francesco Aracri, ma anche Antonio Tajani, Giovanni Toti e Annamaria Bernini, organizza a Roma un forum sul programma. «Torniamo a parlare dei nostri temi: tasse, commercio, partite Iva, sicurezza, immigrazione per rinsaldare il rapporto con il nostro blocco sociale» dice Maurizio Gasparri. «L'appello che vogliamo lanciare è attiviamoci sul territorio e soprattutto mettiamo da parte velleitarismi che l'elettorato non premia».

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