Leggi il settimanale

I pm di Bologna ascolteranno Savi

Uno Bianca, il killer e le rivelazioni in tv

I pm di Bologna ascolteranno Savi
00:00 00:00

I magistrati di Bologna, che da tre anni hanno ripreso in mano le indagini sulla Banda della Uno Bianca, sentiranno nuovamente Roberto Savi, "il corto", l'ex poliziotto e insieme al fratello Fabio uno dei capi del gruppo criminale, in carcere dal 1994, che martedì sera nel corso di un'intervista televisiva a Belve Crime, ha parlato delle "coperture" da parte dei Servizi di cui avrebbe usufruito insieme ai suoi sodali. Affermando inoltre che il vero obiettivo della rapina all'armeria di via Volturno era eliminare l'ex carabiniere Pietro Capolungo, anche lui "ex dei Servizi".

Ovviamente i pubblici ministeri che indagano sulla Banda, con l'ipotesi di concorso in omicidio, dopo l'esposto presentato nel 2023 dai familiari delle vittime, acquisiranno presto il girato integrale dell'intervista, fatta mercoledì in carcere, di circa tre ore. Più corta la parte andata in onda, dove Savi - tra ammissioni parziali e frasi a mezza bocca - ha fatto capire che dietro la Banda della Uno Bianca non ci sono solo "i fanali, il paraurti e la targa", come disse anni fa il fratello Fabio. Una tesi, questa, già avanzata da Savi durante alcuni processi, salvo poi ritrattare.

La Procura, in ogni modo, vuole vederci chiaro, e pur consapevole che i racconti dell'ex poliziotto e le sue "rivelazioni" possono essere un modo per ottenere alcuni benefici, sono

diversi gli aspetti che sta approfondendo. C'è il tema delle coperture di cui poteva usufruire la Banda della Uno Bianca e dell'eventuale utilizzazione dei membri del gruppo per compiere azioni con finalità più o meno nascoste.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica