"Inusuale dal Vaticano", "In gioco la libertà". Lo scontro sul ddl Zan

Per la rubrica 'Il bianco e il nero' abbiamo raccolto le opinioni sul Ddl Zan del senatore di Forza Italia, Lucio Malan, e del sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova

"Inusuale dal Vaticano", "In gioco la libertà". Lo scontro sul ddl Zan

Il Ddl Zan, dopo le critiche sollevate dalla Chiesa, torna a far discutere. Per la rubrica 'Il bianco e il nero' abbiamo raccolto le opinioni del senatore di Forza Italia, Lucio Malan, e del sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova.

L'intervento del Vaticano cambierà le sorti del Ddl Zan?

Malan: “Molti considerano questo intervento un'ingerenza della Chiesa negli affari italiani. Io, che sono uno dei due soli parlamentari italiani ad avere tutti gli antenati che non professano obbedienza al vescovo di Roma, devo ricordare che siamo di fronte a una questione di Chiesa. Si sta parlando di un trattato internazionale che prevede, tra le altre cose, la libertà religiosa. C'è anche il trattato di pace siglato alla fine della Seconda guerra mondiale che impone la libertà religiosa, una condizione posta dagli Stati Uniti d'America. Qui non si tratta del Vaticano, qui è in gioco la libertà religiosa. Tutte le numerose confessioni religiose che hanno firmato delle intese ai sensi dell'articolo 8 hanno il medesimo diritto di fare questo tipo di intervento che spero venga colto nella sua essenza. La Chiesa non chiede privilegi o di imporre la sua ideologia, ma di essere libera di esercitare il proprio magistero, come ha fatto dal '46 ad oggi”.

Della Vedova: “Non credo. Quello della Santa Sede è un intervento inusuale. Peraltro si tratta di un disegno di legge approvato solo da un ramo del parlamento. E comunque su provvedimenti legislativi, compresa la compatibilità con i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia, è la Corte Costituzionale a doversi eventualmente esprimere, se richiesto”.

Se venisse modificato nei suoi punti critici si troverebbe una più facile convergenza tra maggioranza e opposizione?

Malan: “Certamente. Bisognerà vedere quali e come saranno i punti modificati. Se si interviene sul reato d'opinione e sull'indottrinamento nelle scuole oppure se migliorano gli interventi che proteggono le persone da atti di violenza in ragione del loro orientamento sessuale, si potrebbe risolvere tutto con un passaggio rapidissimo e senza scontri ideologici dentro la maggioranza”.

Della Vedova: “Il ddl Zan si inserisce in un filone di iniziative analoghe di reati di istigazione alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali o religiosi in un tempo in cui proseguono episodi di discriminazione e violenza verso le persone lgbti e in cui in alcuni paesi dell’Unione si promulgano leggi esplicitamente discriminatorie. Casomani è vero il contrario: alzare così lo scontro non contribuirà a una mediazione ma spingerà a una decisione a maggioranza. Vedremo se la Santa Sede, a scanso di equivoci, vorrà chiarire meglio la posizione”.

Il ddl Zan, alla luce dei nuovi sviluppi, potrebbe mettere in crisi il governo Draghi?

Malan: “Personalmente io troverei molto difficile sostenere un governo che ha sostenuto questo provvedimento”.

Della Vedova: “Il governo Draghi è nato con alcuni obiettivi specifici: affrontare la pandemia, cosa che sta facendo in maniera egregia con una possente campagna vaccinale; presentare all’Ue il PNRR, e su questo abbiamo proprio ieri avuto la promozione a pieni voti; preparare il terreno delle riforme che portino l’Italia fuori dalle secche della grave crisi economica post pandemica. I temi dei diritti civili sono fuori dal patto di governo: in questo caso il parlamento è sovrano. Il ddl Zan è incardinato al Senato: la palla è nel campo delle forze politiche rappresentate in Parlamento, non a Palazzo Chigi”.

Vaticano, femministe e una parte del mondo Lgbt contesta questo ddl. Perché il Pd si ostina a volerlo approvare quando c'è un malcontento così trasversale?

Malan: “Perché credono alla propaganda falsa che loro stesso alimentano. Siccome descrivono il disegno di legge come un provvedimento per difendere dalla violenza le persone omosessuali, tutto il centrodestra sarebbe favorevole. Loro alzano il prezzo e non vogliono cambiamenti perché sanno benissimo che, se ci fossero delle modifiche, la Camera, così come l'ha approvato la prima volta, potrebbe approvarlo una seconda volta, purtroppo. Alzano il prezzo perché, se proprio dovrà essere modificato il ddl, cercheranno di cambiarlo il meno possibile. Fanno tutto questo prescindendo dalla realtà e dalle istanze di tantissime femministe e dalla questione della libertà religiosa, posta dal Vaticano e non solo. Durante le audizioni, anche esponenti evangelici e musulmani hanno messo in luce il problema. Non è una fissazione del clericalismo vaticano...”.

Della Vedova: “Nessuna legge è perfetta. Anche sulle Unioni civili ci fu una parte di mondo LGBT che rimase scontenta, oltre che il Vaticano e la Cei. Ho sostenuto quella legge con forza perché ritenevo che servissero tutele, diritti e garanzie per le coppie LGBT. Così oggi sostengo il ddl Zan”.

Esiste davvero un'emergenza transomofobia in Italia?

Malan: “Se andiamo a fare l'elenco delle ragioni per cui singole persone sono state picchiate, aggredite e molestate, la lista è lunghissima. Adesso sembra che l'unico bullismo esistente a scuola sia nei confronti delle persone omosessuali e transessuali ecc...In realtà, il bullismo a scuola avviene per mille motivi: perché uno è alto, grasso, basso o per il cognome ecc... I motivi sono infiniti e non possiamo fare 100mila leggi per ognuna di queste ragioni. E, visto che i numeri delle aggressioni per omotransfobia sono molto più bassi che nel resto dell'Europa, si modificano questi numeri imponendo all'Istat di fare determinate domande per aumentare questo dato. Se, infatti, si considerano quelli che hanno subito delle molestie o atti di bullismo con quelli che hanno un cognome strano, quelli bassi, quelli magri ecc...e si mettono insieme ai gay si scoprirà che il 99% degli italiani ha subito molestie in quanto gay pur non essendoci il 99% di gay in Italia. L'emergenza non c'è anche perché le agressioni alle persone gay sono ovviamente e giustamente perseguite. Basti pensare al colpevole dell'aggressione avvenuta alla metro di Valle Aurelia rischia 10 anni di carcere...”

Della Vedova: “Ogni giorno si leggono notizie di aggressioni e atti di discriminazione di stampo omofobo. Preoccupa che molte volte gli autori di questi atti di violenza siano giovani. Credo che l’emergenza sia quella di educare al rispetto delle identità sessuali, senza fanatismi ma avendo ben chiaro che i Paesi più tolleranti sono anche quelli che accolgono più talenti, nello studio e nel lavoro. Una società tollerante, che si fonda sul rispetto di tutti, al di là dell’orientamento sessuale, ha anche maggiori chance di crescere”.

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