Bielorussia, Brasile e l'Isis gli ultimi negazionisti

Per Lukashenko "basta una sauna". Bolsonaro: "Influenzetta". E i jihadisti: "Colpisce gli infedeli"

Bielorussia, Brasile e l'Isis gli ultimi negazionisti

Il presidente bielorusso che invita a lavorare nei campi perché «il trattore guarisce tutti», quello messicano che va al ristorante invitando la popolazione a uscire a cena e il leader brasiliano che parla di «influenzina» e «raffreddorino». La lista di chi si sente immune dal virus cinese è lunga e comprende anche i terroristi dell'Isis convinti che colpisce solo «gli stati idolatri».

In Bielorussia il campionato di calcio continua come se nulla fosse accaduto con gli spalti pieni di tifosi. Il padre-padrone del paese dal 1994, Alexander Lukashenko, ha bollato le misure anti contagio come «una psicosi di un mondo civilizzato impazzito». Non a caso invita la popolazione ad andare al lavoro come sempre. E soprattutto nei campi perché «il trattore guarisce tutti», ma secondo il presidente a vita pure vodka e sauna fanno bene contro il virus.

Dall'altra parte del mondo Jair Bolsonaro ha addirittura lanciato la campagna #OBrasilNaoPodePara, il Brasile non può fermarsi. «Non si chiude una fabbrica di automobili perché ci sono morti negli incidenti stradali», ha sentenziato il presidente. E durante un'intervista è riuscito a dire che «per il 90 per cento della popolazione sarà una influenzetta».

Anche il capo di stato messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, era un campione di sottovalutazione del pericolo fino a ieri, quando il governo ha imposto lo stop a tutte le attività non essenziali. In realtà sono aperti ancora molti ristoranti, dopo che Obrador si è fatto riprendere a cena, la scorsa settimana, in un ritrovo popolare. E postando il filmato su Facebook aveva annunciato: «Se avete la possibilità economica continuate a portare la famiglia a mangiare, ai ristoranti, alle aziende agricole. Fatelo perché significa rafforzare l'economia familiare e popolare». Amlo, come viene chiamato in Messico, ha pure continuato a tenere raduni in tutto il paese dove ha abbracciato i fan e stretto la mano ai sostenitori fregandosene delle raccomandazioni di evitare contatti ravvicinati.

Pure i terroristi pensano di essere immuni dal virus. «L'annuncio», bollettino in rete dello Stato islamico ha dedicato la copertina al contagio pubblicando una foto dei nostri soldati in mimetica e mascherine che cinturano una zona rossa. Secondo i redattori jihadisti l'epidemia «ha colpito soprattutto le nazioni idolatre (sia lodato Allah)». Non solo i paesi occidentali come l'Italia o la Cina comunista, ma pure l'odiato Iran dove governano gli ayatollah sciiti considerati apostati. «Possa Allah aumentare la sofferenza degli infedeli e tenere al sicuro i credenti», rimarcano i terroristi, convinti che sia «un tormento divino».

Gli svedesi, che sorridevano di fronte all'emergenza italiana, nelle ultime ore hanno inasprito le misure di distanziamento sociale abbassando da 500 a 50 il numero massimo di persone permesso negli assembramenti. Però, rispetto a gran parte dell'Europa, hanno tenuto aperte scuole, ristoranti e bar.

Il più incredibile è il monarca thailandese, Maha Vajiralongkorn, alias Rama decimo, che non ha rinunciato alle vacanze a Garmisch-Partenkirchen, rinomata località sciistica in Baviera. E fregandosene del rischio virus ha affittato un intero hotel per il vasto seguito. Non solo: il re con 20 concubine alloggiava nella sua villa in zona, ma si sospetta senza tener conto della distanza di un metro. In patria, nel frattempo, veniva decretato lo stato di emergenza per il Covid-19. La vacanza reale ha provocato un'ondata di indignazione.

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