Da due anni è bloccata in Egitto con la figlia piccola cercando di sfuggire all'ex marito italo-egiziano Tamer Hamouda, condannato in Italia per lesioni e stalking, che la tiene sotto ricatto e le impedisce di tornare a casa. Ora per la sanremese Nessy Guerra, 26 anni, le cose si complicano ancora di più: ieri il Tribunale di Hurghada l'ha condannata a sei mesi per adulterio, la terza causa - su denuncia dell'ex - per lo stesso reato dopo due precedenti archiviazioni.
Un'accusa, quella di adulterio, che nel nostro Paese non esiste, ma che è considerata gravissima in Egitto, e che secondo la donna sarebbe stata sostenuta in aula sulla base di video e foto intimi diffusi dall'ex marito e con presunti testimoni pagati per deporre contro di lei. Oltre al carcere, la condanna potrebbe costarle la perdita della custodia della bambina, che oggi ha sei anni. Per il momento è stata pagata una cauzione e quindi Nessy può restare a piede libero e prendersi cura della figlia, almeno finché non ci sarà una sentenza definitiva. La donna presenterà ricorso e la prossima udienza ci sarà ad aprile. Se la condanna dovesse essere confermata, rischia di finire in un carcere egiziano. Ma soprattutto di perdere l'affidamento della figlia, che anche il padre vuole con sé. Nella causa in corso è già riuscito ad ottenere il blocco dell'espatrio per la bimba. Ma chiaramente Nessy non ha nessuna intenzione di lasciare l'Egitto senza la piccola.
La 26enne era incinta quando - alla vigilia di una condanna in Cassazione di Hamouda per lesioni e stalking ai danni di un'altra donna - andò in Egitto con l'allora marito, figlio di un egiziano. Dopo la nascita di Aisha la relazione tra i due andò in crisi, lui cominciò ad avere comportamenti violenti, un anno e mezzo fa il divorzio. Nessy ora vive con i suoi genitori praticamente braccata, non esce quasi mai per paura di incontrare l'ex marito che le dà la caccia e se lo fa è costretta a guardarsi costantemente le spalle. Da quando è cominciata la guerra tra i due, Hamouda e sua madre hanno messo una taglia sulla donna e la bambina, costringendole a scappare di continuo. L'uomo, che avrebbe sempre vissuto all'occidentale, sui social e alla tv egiziana si sarebbe proposto nelle vesti di bravo padre musulmano che rivuole solo indietro la sua famiglia.
Della sua vicenda si sono occupate in più occasioni Le Iene e Chi la Visto? La donna e i suoi familiari stanno cercando in tutti i modi di fare pressioni sulle nostre istituzioni e di muovere i canali diplomatici, vanno in tv, presentano denunce. Sono stati fatti vari appelli ai ministri Antonio Tajani e Carlo Nordio, oltre che alla premier Giorgia Meloni. Su Hamouda pesano due richieste di estradizione avanzate dalla Procura di Genova dopo la condanna definitiva in Italia, ma tra i due Paesi non esistono rapporti in tal senso e quindi l'uomo resta in Egitto, dove ha passato due mesi in carcere e poi è stato rilasciato.
La speranza è quella che l'Italia riesca a sbloccare la situazione per consentire a Nessy di poter rientrare con la sua bambina. Ma per il momento non si è mosso nulla e la condanna per adulterio rischia di compromettere ulteriormente la situazione.