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"Un boato e poi è stato l'orrore. Ho visto ragazzi senza capelli fuggire seminudi dalle fiamme"

Le testimonianze choc dei sopravvissuti: "C'è chi ha rotto le finestre per scappare"

"Un boato e poi è stato l'orrore. Ho visto ragazzi senza capelli fuggire seminudi dalle fiamme"
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Sono racconti dell'orrore quelli di chi ha assistito alla "carneficina" di Crans-Montana, di chi ha visto ragazzi insanguinati e con il corpo coperto da ustioni, alcuni senza vestiti, precipitarsi fuori dal locale trasformato in una trappola mortale. Un locale che può ospitare anche 400 persone, frequentato da giovanissimi e da molti italiani. C'è chi è scampato per caso alla tragedia, come le due ventenni piemontesi che stavano per entrare nel locale quando hanno sentito gridare "al fuoco" e sono fuggite in tempo, vedendo uscire la gente con la pelle bruciata, e chi non ha più notizie dei propri figli e non sa se siano finiti in qualche ospedale o chissà dove. "Alcuni ragazzi che erano nel locale non si trovano. La città è proprio sospesa, ho visto chi camminava piangendo", dice una donna di Milano intervistata da Rai News 24. Anche Yanik Buob, studente svizzero di 20 anni può considerarsi un miracolato, salvo perché aveva tardato pochi minuti per fare gli auguri alla mamma. "Ero appena arrivato per partecipare alla festa - racconta - ho visto tantissimi ragazzi e ragazze scappare. Giovani come me, piangevano, urlavano, alcuni sono svenuti e caduti a terra. Alcuni avevano i volti e il corpo bruciati, senza più capelli".

Battista Medde, lavoratore stagionale di Olliena, ha vissuto i primi minuti dopo l'esplosione nel locale: "Abbiamo sentito un grande boato, quando siamo arrivati abbiano visto la Costellation in fiamme, c'erano tanti ragazzi giovanissimi che cercavano di uscire, ma essendo un locale sotto terra, sicuramente prima era un bunker antiatomico adibito a bar, non c'erano finestre, non c'erano vie di fuga, l'unica uscita era una scala e si sono messi là. Quando sono arrivati i soccorsi era già passato un bel po' di tempo e purtroppo molte persone sono rimaste dentro". Battista è tra gli scampati. Sarebbe dovuto andare anche lui in quel locale, che ha sempre frequentato "perché aveva il biliardo e le freccette e lo spazio era abbastanza grande per stare tutti insieme", ma poi ha preferito andare da un'altra parte "dove si poteva entrare gratuitamente. La festa di San Silvestro si stava svolgendo nel seminterrato dell'edificio, gremito come non mai. È partito da lì il rogo, che poi si è propagato velocemente al piano di sopra. Quando sono divampate le fiamme tutti i presenti hanno iniziato a fuggire "urlando e correndo". "Era il panico totale", raccontano alla tv all-news Bfm Emma e Albane, due giovani francesi sopravvissute che avrebbero visto il fuoco partire da alcune candeline accese su bottiglie di champagne. "Una delle candeline è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. Nel giro di poche decine di secondi tutto il soffitto era in fiamme. Era tutto in legno". In un attimo è stato il caos. "La porta di uscita era troppo piccola rispetto al numero di persone presenti - spiegano le due ragazze - Qualcuno ha rotto una finestra per permettere alla gente di scappare". Quando sono arrivati i soccorsi per molti era già troppo tardi.

Emma e Albane sono riuscite a fuggire correndo quando avevano le fiamme a meno di un metro da loro, nella calca una viene scaraventata su una scala, si ferisce ad un ginocchio, ma riesce ad emergere dall'inferno. Scene drammatiche anche fuori dal locale. L'attesa di sapere che fine hanno fatto i propri cari, i telefoni che squillano a vuoto, l'angoscia che si sa sempre più insopportabile.

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