Bollette, allarme sui rincari: una stangata da 33,8 miliardi

La Cgia di Mestre: "Il governo imiti Francia e Spagna". Unimpresa: "Inflazione fino al 6%"

Bollette, allarme sui rincari: una stangata da 33,8 miliardi

Sono arrivate a 11 miliardi le risorse stanziate dal governo Draghi per far fronte ai rincari di luce e gas, di cui 5,5 dal consiglio dei ministri di venerdì. In pratica però meno di un terzo di quanto verrà a costare la stangata degli aumenti nel primo semestre dell'anno: ben 33,8 miliardi. Vale a dire che malgrado i tanti stanziamenti una tantum, non si riesce a sterilizzare la crescita considerando la mancanza di interventi strutturali che peraltro si stanno ripercuotendo sulla frenata del Pil, tra tassi inflattivi e necessità energivore manifatturiere.

Ma cosa accade negli altri Paesi dell'Ue? La risposta arriva dall'ufficio studi della Cgia di Mestre che asserisce: «Il governo dovrebbe essere più incisivo, così come hanno Spagna e Francia che hanno imposto tetti temporanei agli aumenti delle bollette. Polonia, Portogallo, Grecia, ed Estonia invece, hanno previsto sconti o azzeramenti totali delle tariffe di rete, rinviando nel tempo gli aumenti o ponendoli a carico del bilancio dello Stato». Una misura da attuare nell'immediato considerando che l'Italia nel prossimo futuro sarà in grado di ridurre dipendenza energetica «aumentare la produzione di gas interno e proseguire sulla strada delle rinnovabili: famiglie e imprese, però, necessitano di azioni in grado di calmierare il caro bollette».

Le cifre sono imponenti. In questo primo semestre dell'anno, secondo la Cgia, l'aumento del costo di luce e gas è conteggiabile in 44,8 miliardi, di cui 15,4 in capo alle famiglie e 29,4 alle imprese. Stornando le misure di mitigazione messe in campo con la legge di Bilancio 2022 (3,8 miliardi), quelle introdotte nel decreto per il contrasto ai rincari del 21 gennaio scorso (1,7 miliardi) e gli ultimi 5,5 miliardi approvati, l'extra costo da pagare rimane di 8,9 sulle famiglie e 24,9 sulle aziende. Sulla stessa linea Confcommercio che punta anche al riordino della fiscalità energetica: dalla riduzione dal 22% al 10% dell'Iva sui consumi elettrici delle imprese del terziario di mercato, oltre a misure per compensare l'aumento dei prezzi dei carburanti a cominciare dall'autotrasporto. Inevitabile poi, per Cgia, la correlazione geopolitica: «Se la Germania, con il benestare degli Usa, desse l'assenso all'apertura del Nord Stream 2 la nuova conduttura permetterebbe al gas russo di arrivare in Europa attraverso il Mar Baltico, bypassando l'Ucraina. Una decisione che probabilmente allenterebbe la tensione tra Mosca e Kiev». Diversamente le ostilità in Ucraina potrebbero ripercuotersi sulla presa inflattiva soprattutto in Italia.

Il centro studi di Unimpresa ipotizza un aumento dell'inflazione tra lo 0,8 e l'1,8% tra quest'anno e il 2023 che porterebbe il caro-prezzi attorno al 6%, mentre il Pil del nostro Paese potrebbe subire un contraccolpo superiore all'1% con la corsa che si fermerebbe al di sotto del 4%. «Quello che sta accadendo tra Russia e Ucraina mostra la debolezza dell'Unione europea in politica estera. La frammentazione è sotto gli occhi di tutti», commenta il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi: «Se gli annunci saranno confermati, anche il premier Mario Draghi, nei prossimi giorni incontrerà il leader Vladimir Putin, il quale ha già dialogato con Emmanuel Macron: insomma, l'Europa non ha una linea chiara e manca di strategia comune». Una frammentazione, sinonimo di fragilità decisionale.

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