Bonaccini-De Luca guerra su Sputnik: "Nessuno compri senza l'ok di Ema"

Il governatore emiliano stoppa il presidente campano. E sui sanitari no-vax: "Scandaloso, siano spostati". Pure Lazio, Sardegna e Umbria tentate da Mosca. Che fa firmare clausole di segretezza

Bonaccini-De Luca guerra su Sputnik: "Nessuno compri senza l'ok di Ema"

La polemica sul vaccino Sputnik continua a tenere banco creando dissapori tra le regioni pro (Campania, Sardegna, Lazio e Umbria) e quelle contro (Emilia Romagna in testa) anche in vista della conferenza di oggi con il governo. Nel frattempo l'Ema ha avviato la cosiddetta revisione ciclica del siero russo e sta esaminando tutti i dati disponibili per valutare gli eventuali rischi e gli attesi benefici assieme agli usuali standard di efficacia, sicurezza e qualità richiesti dalle norme europee. Poi sarà la volta delle valutazioni dei singoli stati. Fino a quando tutte le verifiche non saranno completate, alcuna domanda di autorizzazione all'immissione in commercio dello Sputnik potrà essere formulata.

Ed è proprio su questo fronte che il governatore emiliano Stefano Bonaccini ha rincarato la dose delle polemiche contro il collega e compagno di partito campano, Vincenzo De Luca che invece preferirebbe l'autonomia regionale dell'acquisto dei farmaci in base alle singole necessità del territorio. «Nessuna regione italiana può acquistare i vaccini per conto proprio, per come stanno le regole oggi, se le regole cambieranno vedremo ha dichiarato Bonaccini -. Sicuramente nessuna regione può acquistare vaccini senza l'autorizzazione completa degli enti regolatori che vigilano su sicurezza ed efficacia». Cioè l'Ema. Non si esclude infine che proprio oggi, in conferenza Stato Regioni, Bonaccini si appelli al governo e al premier Mario Draghi per chiedere precisi provvedimenti contro il personale sanitario «no-vax», per evitare che costoro lavorino a contatto con i pazienti e si dice fiducioso che presto quella norma di obbligatorietà vaccinale arriverà. «È scandaloso che chi deve tutelare la propria vita e quella degli altri, a partire da medici e infermieri, resti al suo posto se non si vaccini - ha detto - . I milioni di morti nel mondo li abbiamo avuti per il Covid-19, non per il vaccino»

Certo è che il fabbisogno farmacologico anticovid è consistente ed è anche per questo motivo che l'Istituto di ricerca Lazzaro Spallanzani di Roma ha messo in piedi la pianificazione di una prossima doppia sperimentazione con il vaccino Spuntnik in collaborazione con il centro nazionale russo di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleja. Lo studio, secondo quanto si apprende, riguarderà l'efficacia del siero russo sulle varianti, in particolare quelle brasiliana, sudafricana e inglese, e anche il suo utilizzo come richiamo in soggetti che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, considerato un vaccino affine per struttura e modalità di azione. Tuttavia a oggi ancora non si hanno numeri certi sulla fornitura di Sputnik da parte della Russia e se la stessa Gamaleja si possa ritenere disponibile a consentire, con la fruizione del brevetto, la produzione del proprio siero in altre città europee. Considerando quanto riportato dagli uffici competenti di Bruxelles le dosi a disposizione potrebbero essere 55 milioni e contando la necessità dei richiami, essendo un vaccino a doppia dose, un numero troppo piccolo per contarci in piena tranquillità.

A questa incertezza palese se ne aggiunge un'altra di carattere giuridico amministrativo che vincola chi acquista Sputnik a una clausola di riservatezza con il fondo sovrano russo Rdif. Il governatore campano De Luca che si è impegnato nell'acquisto già qualche giorno fa in attesa del via libera dell'Ema, sarà infatti obbligato al totale riserbo sia numero di dosi che gli verranno fornite sia sul costo della partita di vaccini.

E per dirla come la direbbe Niccolò Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. E infatti l'obiettivo prioritario della Campania, a detta del presidente, è quello di vaccinare i 4,5 milioni di cittadini entro l'autunno ovvero prima che un'ipotetica quarta ondata possa ridurre la messa in sicurezza dei residenti. Inevitabile tuttavia la corsa a fare incetta di vaccini considerando che l'Unione europea sta marciando spedita verso il Digital Green Pass per consentire ai cittadini la libera circolazione in piena sicurezza già nella prossima estata.