"C'è intesa sulla manovra". Così 5s e Pd allungano l'agonia del Paese

M5s, Pd, Italia Viva e Leu trovano la quadra sulla Legge di Bilancio, dopo il duro scontro su plastic e sugar tax

"C'è intesa sulla manovra". Così 5s e Pd allungano l'agonia del Paese

E alla fine, salvo clamorosi dietrofront, i giallorossi hanno trovato la quadra sulla manovra di Bilancio. Il ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà, arrivando in commissione Bilancio, ha risposto con un soddisfatto:"Abbiamo chiuso su tutto" a chi gli chiedeva se la maggioranza avesse raggiunto o meno l'accordo sulle norme più discusse della manovra quali plastic tax e sugar tax, al centro del lungo summit a Palazzo Chigi, sospeso e poi ripreso.

Dopo l'indiscrezione raccolta e rilanciata dall'Adnkronos, arrivano conferme anche da LaPresse: Pd, M5s, Italia Viva e Leu hanno raggiunto una mediazione sui nodi irrisolti della Finanziaria. L'accordo si dovrebbe basare su un compromesso tra le istanze dei renziani – che chiedevano a gran voce di eliminare le due microtasse su tutto il 2020 – e quelle dei dem, che volevano semplicemente ridurre l'importo delle due imposte della discordia.

Al centro della contesa, mezzo miliardo di euro. Cinquecento preziosi milioni che il Pd avrebbe voluto destinare al taglio del cuneo fiscale, mentre Iv avrebbe prediletto servirsene per azzerare le tasse su plastica e zucchero previste nel testo.

Una delle ipotesi portate dal Ministero dell’Economia e della Finanza del dem Roberto Gualtieri, a quanto si apprende, era quella di rinviare sia la plastic tax che la sugar tax a luglio 2020. I tecnici del Tesoro continuano dunque a lavorare per verificare la fattibilità del rinvio e della riduzione del balzello a 40 centesimi dai 50 dell'ultima modifica.

Tra le ipotesi sul tavolo c'è quella di un emendamento per inasprire il prelievo sulle vincite dei giochi d'azzardo, ovvero dal 1° gennaio 2020 i concessionari tratterranno il 15% delle vincite eccedenti i 25 euro.

Il renziano Luigi Marattin, lasciando Palazzo Chigi, ha fatto trapelare un certo ottimismo: "Non è finita, sono fiducioso che riusciremo ad arrivare a un accordo. Non possiamo dire di essere arrivati in fondo ma stiamo lavorando tutti insieme".

La "minaccia" di Renzi

In giornata l'ex premier ha provocato la maggioranza, lasciandosi andare a dichiarazioni piccate sulla tenuta dell'esecutivo: "Non lo so se questo governo reggerà, spero di sì ma non lo saprei dire, perchè ho visto litigate sul niente in questa settimana. A me pare che la situazione si stia ingarbugliando, fossi il presidente del Consiglio e ministri cercherei di trovare soluzioni e lavorare". Il leade di Italia Viva, a Fatti e misfatti a TgCom24, ha poi aggiunto: "Penso che sia un errore andare a votare, abbiamo fatto il governo per evitare l'aumento dell'Iva e l'aumento delle tasse e per evitare che il presidente della Repubblica dal 2022 sia espressione di un fronte anti-euro. Fossi la maggioranza, cercherei di creare un clima di tranquillità per arrivare al 2022 e fare delle cose buone per gli italiani": Prima di concludere, la frase sibillina:"Io non vorrei andare a votare, ma se ci costringono lo faremo. È un peccato ma dobbiamo prenderne atto. Questa partita è in mano al governo, a Conte e alle forze di maggioranza. Non ho nessun tipo di paura, ci mancherebbe...".

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